4 Novembre 2026

Sicilia in bici lungo la costa: da Siracusa a Messina







</p> <h1>Sicilia in bici: da Siracusa a Messina</h1> <p>
Percorso effettuato a ottobre 2026. Tracce gpx e per Google Heart nella pagina iniziale Sicilia in bici lungo la costa.

Sicilia in bici lungo la costa

La pedalata descritta nel capitolo precedente si fermava al termine della bella ciclopedonale Siracusa-Targia. Ora ripartiamo da qui per fare 5 chilometri sulla provinciale che affianca la bruttissima area petrolchimica di Priolo. Usciamo appena possibile seguendo l’indicazione per Marina di Melilli e arriviamo al mare.

Siracusa

Andiamo verso il capo, dove si trova una necropoli, e girato l’angolo abbiamo come panorama il petrolchimico.

Siracusa

Seguiamo la strada che dopo un po’ lascia la costa e va verso l’interno attraversando la ferrovia vicino alla stazione di Melilli: da qui fino ad Augusta ci sono 16 chilometri di paesaggio industriale. Seguiamo le indicazioni per Augusta sulla strada più rapida, il traffico è molto scarso, evitando però di finire sulla SS104, strada a 4 corsie molto trafficata: quando incontriamo l’indicazione “Punta Cugno” usciamo a destra anche se Augusta è indicata diritto. Sbuchiamo poco prima di una rotonda dove prendiamo la prima uscita e dopo 1,5 chilometri, superato un passaggio a livello, arriviamo alla Porta Spagnola.

Augusta

Non entriamo però con la strada: ci portiamo sul marciapiede opposto, da cui fotografiamo il nuovo ponte stradale,

Augusta

ed entriamo con il passaggio pedonale per poter fare la pista

Augusta

che ci porta su al castello (diventato probabilmente una sede dell’Aeronautica, vista l’elica all’ingresso).

Augusta

Una foto alla baia est

Augusta

e poi facciamo il periplo della penisola in senso antiorario e sbuchiamo sul porticciolo turistico alle spalle del quale si intravede il ponte con cui usciremo.

Augusta

Con il ponte superiamo anche la ferrovia e seguiamo le indicazioni per Brucoli pedalando per otto chilometri. Attraversiamo il paesino fino al castello dove si impone la presenza dell’Etna.

Brucoli

Tornando indietro facciamo una piccola deviazione per fotografare l’incredibile porticciolo

Brucoli

e il canale

Brucoli

di accesso al mare.

Brucoli

Lasciamo Brucoli e iniziamo una lunga pedalata lontano dalla costa per 12 chilometri prima di rivedere il mare ad Agnone.

Agnone

Lo si vede solo dall’alto prima di scendere in pianura perché si tratta della solita lottizzazione selvaggia a lisca di pesce. A Vaccarizza prendiamo una di queste stradine che portano al mare giusto per verificare di non aver commesso errori di valutazione: nessun errore, lottizzazione selvaggia, spiaggia sporca,

Agnone

spazzatura ovunque. Finalmente la provinciale piega a destra avvicinandosi al mare e poi prosegue parallela: ma il mare non si vede nascosto dalle recinzioni dei lidi. Entriamo in un lido per scattare una foto: almeno qui la spiaggia è pulite e bella.

Catania

Con la periferia di Catania inizia una ciclabile

Catania

Catania

lunga circa 2 chilometri. Si interrompe in prossimità di una rotonda. Come raccordarsi alla ciclabile che inizia dall’altra parte è affidato alla creatività dei ciclisti. Noi siamo passati sull’altro marciapiede con le strisce nella foto sotto (strisce con piccolo gradino),

Catania

poi siamo saliti sul marciapiede per attraversare la rotonda con il primo semaforo

Catania

e poi con il secondo.

Catania

Breve tratto sul lato sinistro della strada

Catania

e poi si pedala al centro della carreggiata.

Catania

Dopo poco più di un chilometro la ciclabile abbandona la strada principale: qualche centinaio di metri e termina.

Catania

L’ingresso di Piazza Duomo è diritto davanti a noi e quindi in qualche modo bypassiamo il divieto di accesso,

Catania

passiamo sotto la porta

Catania

e siamo davanti al Duomo.

Catania

Nella stessa piazza abbiamo la Fontana dell’Elefante (uʻ Liotru)

Catania

e la Fontana dell’Amenano.

Catania

Proseguiamo lungo via Etnea e in piazza dell’università troviamo la scultura Fighting Horses, sembra esposta temporaneamente.

Catania

Ora lasciamo via Etnea girando a destra e, rimanendo nella zona a traffico limitato, andiamo a raccordarci con la ciclabile nei pressi della stazione ferroviaria. Costeggiamo lateralmente il teatro Bellini e sbuchiamo

Catania

nella omonima piazza con il teatro.

Catania

Proseguiamo diritto

Catania

e arriviamo in piazza Lupo. Se non ci fosse il cantiere basterebbe attraversare la piazza, ora dobbiamo costeggiare la recinzione sul marciapiede

Catania

per proseguire. Ora un piccolo tratto in senso opposto, che facciamo sul marciapiede,

Catania

ci divide dal nostro obbiettivo: la passeggiata aldilà della rotonda.

Catania

Attraversiamo la rotonda e finalmente saliamo sulla passeggiata.

Catania

La passeggiata è carina

Catania

e ci porta alla stazione. Passiamo davanti all’ingresso e poi saliamo sul marciapiede: dietro le scale del metro

Catania

ricomincia la ciclabile.

Catania

Catania

Catania

La lasciamo momentaneamente quando vediamo a destra una stradina con zona ZTL:

Catania

pochi metri e passiamo davanti alla spiaggia e al porticciolo di San Giovanni Li Cuti.

Catania

Qualche centinaio di metri e la stradina ci riporta alla ciclabile che termina per ora in un piazzale

Catania

con i lavori in corso.

Catania

Noi ci portiamo sul marciapiede opposto e in quale modo aggiriamo il cantiere e raggiungiamo il porto di Ognina dove ricomincia la ciclabile.

Catania

Catania

Dopo il porto ancora un chilometro di ciclabile

Catania

e poi si continua con strada veicolare per Aci Castello. La strada ovviamente è costruita sulla lava

Aci Castello

e dopo 3,5 chilometri siamo ad Aci Castello.

Aci Castello

Per evitare giri fastidiosi saliamo sul marciapiede

Aci Castello

per andare al castello.

Aci Castello

Aci Castello

In fondo alla piazza

Aci Castello

fotografiamo la costa dove in lontananza si vedono le Isole dei Ciclopi davanti ad Aci Trezza.

Aci Castello

Usciamo con una stradina laterale alla piazza e riprendiamo la strada lungomare per Aci Trezza. Arrivati in paese andiamo a destra per il porto

Aci Trezza

con davanti le Isole dei Ciclopi.

Aci Trezza

All’uscita da Aci Trezza non ci sono più strade secondarie ma bisogna pedalare sulla SS114, molto trafficata. Dopo 1,2 chilometri troviamo l’uscita per “Capo Mulini”: qui possiamo o continuare sulla trafficata SS114 o uscire per passare dentro Acireale. Noi scegliamo questa alternativa perché molto meno trafficata, quindi usciamo e seguiamo le indicazioni per Acireale. Attraversiamo tutta la cittadina e sbuchiamo all’incrocio nella foto sotto:

Acireale

a destra e sinistra c’è la SS114, diritto si scende al mare verso Santa Tecla.

Acireale

Scendiamo verso il mare, la strada diventa man mano più stretta ma il traffico è scarso e il paesaggio piacevole. Sotto alcune foto tra Santa Tecla e Stazzo.

Santa Tecla

Santa Tecla

Santa Tecla

Santa Tecla

Santa Tecla

Santa Tecla

Quando arriviamo a Pozzillo

Pozzillo

la strada piega verso l’interno (sotto, la chiesa di Pozzillo).

Pozzillo

Dopo 7 chilometri di strada interna comunque piacevole ritroviamo il mare a Torre Archirafi.

Torre Archirafi

Qui inizia un percorso, in parte in corsia protetta, che in 19 chilometri ci porta fino alla foce del fiume Alcantara sempre con il mare in vista sulla nostra destra. Sotto alcune foto.

Torre Archirafi

Torre Archirafi

Riposto

Riposto

Riposto

Riposto

Riposto

La strada sembra finire in un canneto,

Fiumefreddo

in realtà dietro la vegetazione c’è un ponticello che permette di superare la foce del Fiumefreddo e di continuare su sterrato lungo il mare.

Fiumefreddo

Fiumefreddo

Alcantara

Alcantara

Poi ricomincia l’asfalto e si dovrebbe girare a sinistra per raggiungere la statale e il ponte sul fiume Alcantara. Un ciclista locale ci dice che forse il fiume è superabile alla foce e quindi andiamo a vedere. In realtà dopo qualche centinaio di metri troviamo uno sbarramento perché la strada sterrata crollata.

Alcantara

Proviamo lungo la spiaggia ma il fiume non è superabile perché c’è almeno mezzo metro di acqua.

Alcantara

Quindi torniamo indietro, raggiungiamo la SS114 che ci porta a Giardini Naxos. Andiamo verso il porto e fotografiamo la spiaggia con Taormina sullo sfondo.

Giardini Naxos

Pedaliamo sul lungomare

Giardini Naxos

Giardini Naxos

e ritorniamo sulla SS114 con cui passiamo sotto Taormina con vista su Isola Bella e Capo Taormina.

Taormina

Usciamo dalla statale seguendo l’indicazione Letojanni e arriviamo al mare.

Letojanni

Foto all’indietro al promontorio di Capo Taormina

Letojanni

e proseguiamo sul lungomare.

Letojanni

Letojanni

In fondo al lungomare, seconda nostra mappa, ci dovrebbe essere un sentiero che dovrebbe evitarci di tornare indietro. Infatti lo troviamo fra due case

Letojanni

raggiungiamo un zona residenziale e poi prendiamo lo sterrato alla fine dell’asfalto.

Letojanni

Superato il canalone

Letojanni

proviamo ad andare verso il mare ma lo sterrato è bloccato da un cancello.

Letojanni

Torniamo indietro e risaliamo verso monte. Dopo 50 metri, a destra dell’officina meccanica nella foto sotto,

Letojanni

c’è la via d’uscita. Siamo sbucati sulla SS114 e la percorriamo per 4 chilometri fino a Sant’Alessio Siculo

Sant'Alessio Siculo

dove continuiamo sul lungomare.

Sant'Alessio Siculo

Alla fine del lungomare bisogna tornare sulla statale perché il ponte sulla Fiumara d’Agrò è sbarrato anche ai pedoni.

Sant'Alessio Siculo

Passiamo sul ponte della statale e ritorniamo sul lungomare a Santa Teresa.

Santa Teresa

Anche qui in fondo al lungomare il passaggio sul torrente Savoca è chiuso

Santa Teresa

quindi bisogna nuovamente utilizzare il ponte della statale. Dopo la deviazione si prosegue brevemente sul lungomare di Furci Siculo e poi su quelli di Nizza di Sicilia.

Santa Teresa

Di nuovo, in fondo al lungomare, passaggio bloccato sul torrente Fiumedinsi. Utilizziamo il ponte della statale e torniamo sul lungomare di Alì Terme. Qui finiscono

Santa Teresa

le possibili alternative alla statale SS114 e quindi la utilizziamo fino a Messina anche perché la minaccia di pioggia è incombente e quindi bisogna sbrigarsi. Arriviamo a Messina un po’ bagnati e chiudiamo qui questo giro della Sicilia sud-est. Il prossimo anno faremo il nord.