Sicilia in bici: da Porto Empedocle a Scoglitti
Siamo usciti dal lungomare di Porto Empedocle prendendo la SS115 che abbandoniamo dopo circa 2 chilometri per l’uscita San Leone. Arriviamo direttamente sul porto della località
e poi prendiamo un marciapiede lungomare in teoria solo per pedoni.
Bella pedalata con vista sul mare che però è lunga solo 600 metri e poi si scende in strada ma a causa dei lavori in corso
si può passare solo per la zona pedonale.
Dopo la passerella in iegno
di nuovo in strada e quasi subito troviamo un marciapiede ciclopedonale.
Il marciapiede affianca la duna e la spiaggia
con una interruzione causa cedimento. Alla fine si abbandona il litorale e si va verso l’interno. Fortunatamente non è necessario raggiungere subito la statale ma si può proseguire con la SP71 seguendo l’indicazione “Zingarello”. La SP71 confluisce sulla statale che percorriamo per poco più di 4 chilometri. Attraversiamo anche 2 galleria e dopo la seconda prendiamo con molta attenzione la stradina a sinistra: il punto è molto pericoloso, meglio fermarsi e controllare bene la presenza di auto. Troviamo un cartello di divieto che però è riferito alla strada a destra e non a quella che scende a sinistra.
Prima discesa, poi salita e poi si va verso il mare con sullo sfondo il castello Chiaramontano.
Quando si arriva sotto il castello
si prende a sinistra e si scende verso Marina di Palma di Montechiaro.
Si arriva alla spiaggia,
un chilometro di lungomare
e poi si va verso l’entroterra e Palma di Montechiaro, la mitica Donnafugata del Gattopardo. In sequenza troviamo il Palazzo ducale,
la chiesa madre di Santa Maria del Rosario, fatta costruire dal duca Paolo,
e il monastero delle suore benedettine anch’esso fatto costruire dal duca e abitato dalla famiglia prima della costruzione del palazzo ducale. Quando quest’ultimo fu ultimato il duca e il figlio maschio vi andarono ad abitare mentre la moglie e le figlie femmine si fecero suore (o meglio, forse, furono costrette dal duca a farsi suore).
Ritorniamo sulla statale e ci dirigiamo verso Licata. Quando inizia la discesa scorgiamo il mare.
Sulla mappa abbiamo individuato un possibile percorso litoraneo e quindi imbocchiamo la deviazione per Torre Gaffa. Arriviamo al mare, foto alla torre
e continuiamo sulla litoranea con un paesaggio deludente. Dopo un’ultima foto al mare
la strada va verso l’interno e Licata. Attraversiamo tutta la città, bruttina e con molti randagi,
e arriviamo al Porto turistico.
Percorriamo il ponte sulla foce del fiume Salso
e lasciamo Licata riprendendo dopo tre chilometri la SS115. Dobbiamo percorrerla per 24 chilometri, noiosissimi, prima di lasciarla per puntare sul lungomare di Gela.
La spiaggia è bella e c’è un primo lungomare ai piedi della collina.
Quando arriviamo alle case e a una passeggiata pedonale scorgiamo un passaggio al limitare della sabbia e lo prendiamo.
Purtroppo è molto breve e bisogna tornare sulla strada normale fino alla raffineria Eni. Qui si devia verso l’entroterra e si riprende la SS115 per 4 km per lasciarla quando troviamo l’indicazione Scoglitti e Riserva Biviere. Purtroppo gli sterrati della Riserva non si possono percorrere in bici quindi rimaniamo sulla SP51. Stufi di pedalare nell’entroterra quando vediamo una possibile deviazione verso il mare, proviamo: seguiamo l’indicazione Marina di Acate. Troviamo una bella spiaggia
e un brevissimo lungomare. Dopo bisogna pedalare tra due file di serre
e poi tornare sulla SS115: sarebbe stato meglio restare sulla statale. Dopo 6 chilometri prendiamo la deviazione per Baia Dorica
e arriviamo al mare. Il lungomare è senso unico opposto salvo che per le 2 ruote, come recita il cartello sotto.
Arriviamo a Scoglitti
dove invece il divieto di accesso o vale per tutti o si sono dimenticati di mettere la specifica: il divieto varrebbe per 100 metri e poi inizia la ciclabile.
Arriviamo al porto e anche qui ci sarebbe un divieto per 20 metri: per aggirarlo scendiamo sulla rampa di alaggio
e risaliamo con la rampa della foto sotto.
Poi subito a destra in zona pedonale e quindi prendiamo la strada che ci fa uscire da Scoglitti portandoci su una bella ciclabile.