in bici a Tropea
Percorso fatto nel 2025. Tracce gpx e Google Heart nella pagina di presentazione: Ciclovia Tirrenica.
Riprendiamo la pedalata dalla fine del lungomare di Amantea dove facciamo la rotonda tornando brevemente indietro, quindi giriamo a destra, poi ancora a destra e vediamo in fondo il cartello di ciclabile.
La ciclabile corre affianco della massicciata ferroviaria
passando continuamente da destra a sinistra e, dopo 2 chilometri, sbuca sulla provinciale.
Dopo qualche centinaio di metri con una bella vista sul mare
la strada è sbarrata da lavori in corso ma c’è uno stretto passaggio pedonale. Subito dopo prendiamo la stradina a sinistra del faraglione
e ci affacciamo su un nuovo lungomare.
Prendiamo lo sterrato che corre lungo il mare e lo percorriamo per circa un chilometro prima di rientrare brevemente sulla statale essendo lo sterrato bloccato da una proprietà privata. Appena possibile torniamo sul mare con una sorta di stradina che è anche canale di scolo delle acque e troviamo questa situazione: di fronte una bella spiaggetta,
a destra un cancello chiuso e a sinistra un cancello apribile e percorribile
che porta in una lottizzazione sul mare. Usciamo dall’altra parte
e sotto il ponte ferroviario affrontiamo il guado.
Ora siamo su una stradina tra ferrovia e case che percorriamo tutta fino alla salitina che ci porta sulla statale 18. Un’ultima foto al mare
e poi ben 12 chilometri sulla strada stretta e trafficata prima di poter prendere fiato su un breve tratto di ciclopedonale a Falerna.
Di nuovo 7 chilometri di fastidiosa statale e un breve rilassamento a Gizzera Lido.
Poi un breve tratto di statale e prendiamo a destra in corrispondenza dell’Ashley hotel. Quindi sinistra e poi teniamo sempre la destra verso il lungomare Falcone-Borsellino di Lamezia Terme.
Alla fine del lungomare un breve tratto di sterrato sabbioso e poi a sinistra per risalire per un chilometro l’argine di un canale fino al guado nella foto sotto.
Passato il guado ritorniamo verso il mare e dopo un chilometro, superato un altro canale, possiamo ritornare sulla costa con uno sterrato tra gli alberi e fiancheggiare il mare per un chilometro.
Dopo bisogna andare a sinistra tra gli alberi e riprendere la strada normale, risalire un argine e attraversare un ponte chiuso al traffico.
La stradina dopo il ponte termina sulla statale tirrenica che bisogna percorrere per 25 chilometri in mezzo al traffico fino a Pizzo Calabro (il tratto da Amantea a Pizzo Calabro non ha alcuna attrattiva e la strada è molto trafficata: meglio il treno).
A Pizzo, in corrispondenza di un belvedere intitolato ai Caduti in mare, ci fermiamo a fotografare la costa appena percorsa.
Entriamo in paese
e ci dirigiamo nella zona a traffico limitato fino al castello Murat
da dove fotografiamo il porto
e il paese sottostante.
Poi cominciamo a scendere
e guardiamo il paese dalla marina.
Proseguiamo lungo il mare per un chilometro e poi, prima della stazione, andiamo a riprendere la statale 18. Dopo un chilometro intravediamo il porto di Vibo marina.
Scendiamo verso il porto
e, dopo aver attraversato il piazzale “imbarchi”, raggiungiamo un lungomare in costruzione.
Il lungomare si interrompe subito e dopo esserci destreggiati tra case e sensi unici, torniamo al mare in prossimità di una strana pista ciclabile.
Quello sotto è l’ingresso della ciclabile.
Poi si prosegue
affianco alla spiaggia
e dopo un chilometro di strada tra le case si ritorna sulla statale 18 per un breve tratto e poi si prende a destra verso il mare e il paese di Briatico. A Briatico si ritorna sulla statale da cui fotografiamo la costa
che purtroppo non è percorribile. Dopo 12 chilometri di statale, fortunatamente abbastanza larga, scendiamo verso Tropea che sembra fusa con la roccia su cui si erge.
Saliamo in città e fotografiamo la spiaggia dall’alto
e il santuario di santa Maria.
Poi gironzoliamo un po’ per il centro
e quindi ritorniamo giù per seguire il lungomare.
Incontriamo il santuario
già fotografato dall’alto e poi facciamo una deviazione sulla passeggiata pedonale.
Ci riportiamo sulla strada e risaliamo verso la SP22: ci passiamo sotto e prendiamo subito a destra il cancello di Trony come scorciatoia per raggiungere la provinciale che prendiamo a sinistra. A Santa Domenica di Ricadi scendiamo nuovamente verso il mare che però non si può costeggiare: sottopassiamo la ferrovia
giusto per fotografare lo Stromboli in lontananza.
Ritorniamo indietro e seguiamo le indicazioni per Capo Vaticano che raggiungiamo dopo 8 chilometri.
Il panorama è bellissimo e ci accompagna per tutta la discesa
verso il mare.
Ripida salita fino a quota 250 metri per prendere la SP23 in prossimità di Coccolino e quindi ridiscendere sulla costa verso Nicotera Marina. Per 11 chilometri costeggiamo il mare dall’alto
e poi iniziamo la discesa verso la costa di Nicotera.
Quando siamo giù fotografiamo il paese abbarbicato sulla montagna
e andiamo sul bel lungomare
con sempre lo Stromboli come sfondo.
Alla fine del lungomare
compare una pineta che dobbiamo costeggiare dall’interno
per poi prendere la SP36 che ci porta a San Ferdinando. Breve lungomare
e poi dobbiamo aggirare l’enorme porto di Gioia Tauro per riportarci sul lungomare del paese:
lo percorriamo per metà e poi saliamo verso l’abitato. Raggiunta la SS18 andiamo a destra e poco dopo il ponte sul fiume Petrace scendiamo verso il mare a Scinà di Palmi. Bello ma breve sterrato sul mare
e poi percorriamo la strada verso il porto ai piedi della montagna.
Dopo il porto
saliamo verso Palmi da cui si gode una magnifica vista sul mare
con le Eolie sullo sfondo.
Attraversiamo la cittadina di Palmi e continuiamo a salire fino a un massimo di 540 metri e quasi in cima fotografiamo la costa appena percorsa.
Poi comincia la discesa verso Bagnara Calabra prima lontano dal mare e poi, superato lo svincolo autostradale, compaiono il mare e lo stretto di Messina.
Dopo comincia a vedersi Bagnara Calabra.
La discesa continua anche tra le prime case di Bagnara Calabra, giriamo intorno al palazzo ducale Ruffo
e, poco dopo il piazzale della chiesa del Carmine,
lasciamo la SS18 per prendere una ripida discesa a destra che ci porta sul lungomare. Qui dovremmo prendere a sinistra ma prima andiamo a vedere la torre aragonese che si trova in fondo al lungomare a destra.
Qui fotografiamo anche il porto
e poi torniamo indietro sul lungomare.
Lasciamo Bagnara riprendendo la SS18 e dopo qualche chilometro scorgiamo in lontananza il castello Ruffo di Scilla.
Dopo aver percorso i 7 chilometri che separano Bagnara da Scilla, prendiamo a destra sotto il ponte che collega l’autostrada con la SS18, per scendere nel Borgo Chianalea che è il quartiere a mare di Scilla. Passiamo la galleria
e siamo nella stradina del borgo parallela al mare.
Ogni tanto si interrompe la continuità delle case sulla destra e si può vedere il mare.
Continuiamo fino al porto
e poi, con una galleria, sbuchiamo sull’altro lato della punta
Lasciamo Scilla che fotografiamo un’ultima volta dalla SS18 e proseguiamo verso Villa San Giovanni.
Dopo 4 chilometri, subito dopo l’incrocio con una strada a sinistra che porta all’autostrada, prendiamo una discesa a destra che ci porterà verso il lungomare di Villa San Giovanni. Dopo aver percorso un po’ di chilometri scopriamo che abbiamo difronte un senso unico opposto. Ci arrangiamo tra marciapiedi e parcheggi e andiamo avanti affacciandoci tra le case per una foto al mare e allo Stretto.
Finalmente arriviamo sul lungomare di Villa San Giovanni
e, con l’incontro con il traghetto che porta a Messina,
finisce la nostra pedalata lungo la costa del Mar Tirreno.
Le tracce gpx e Google Heart sono disponibili nella pagina iniziale Ciclovia del Tirreno.
Clicca per continuare con la pedalata lungo la costa del Mar Ionio.