Sicilia in bici: da Scoglitti a Capo Passero
Siamo sulla ciclabile in uscita da Scoglitti e la percorriamo tutta, costeggiando un bella spiaggia,
fino al fiume Ippari.
Qui non c’è modo di attraversare il fiume per prendere la strada dall’altra parte
e quindi dobbiamo tornare indietro per un centinaio di metri
e poi prendere lo sterrato a destra che ci porta sulla SP102. Dopo 5,5 chilometri possiamo lasciare l’asfalto per entrare nella Riserva naturale di Randello.
Superiamo il cancello con un’apertura a sinistra e poi prendiamo lo sterrato a sinistra nella foto sotto (diritto si va alla spiaggia ma è vietato alle bici).
Fotografiamo in lontananza il mare
e continuiamo nel bosco per un totale di poco più di 2 chilometri.
L’uscita è un po’ insabbiata.
Si esce a destra del primo cancello
e poi a destra del secondo.
Sulla nostra destra c’è una bella spiaggia
mentre noi continuiamo sullo sterrato a sinistra.
Prima che lo sterrato si insabbi prendiamo il sentiero a sinistra nella foto sotto
e usciamo sull’asfalto. Andiamo a destra e siamo a Punta Braccetto.
Usciamo dall’abitato e prendiamo a destra la strada regionale 25 che lasciamo per entrare a Punta Secca. Sbuchiamo sul mare
e continuiamo a sinistra tra le case fino a un semaforo rosso che delimita una zona a traffico limitato. Superato il semaforo abbiamo di nuovo il mare
e un passaggio
che ci permette di rimanere sul mare facendoci anche intuire il perché del nome della località.
Continuiamo sul lungomare,
passiamo davanti al porticciolo
e arriviamo al faro
e alla spiaggia.
Ancora un po’ di lungomare
e poi dobbiamo tornare sull’asfalto. Usciamo da Punta Secca e prendiamo a destra una strada litoranea verso Casuzze e Marina di Ragusa.
Dopo un primo tratto con il mare a destra si prosegue tra le case con una parte della strada riservata ai pedoni
e poi inizia la ciclabile che porta a Marina di Ragusa.
Dopo qualche centinaio di metri arriviamo sul lungomare: ciclabile molto panoramica.
Incontriamo una biforcazione: la strada a destra conduce al porto ed è aperta ai ciclisti, diritto si continua con la ciclabile.
Noi seguiamo la ciclabile che ci sembra più panoramica.
All’altezza del centro del porto
la ciclabile termina
e si scende sul lungomare pedonale,
aperto ai ciclisti dalle 6 alle 20, tra spiagge a destra
e belle case a sinistra.
Continuiamo sulla passeggiata pedonale
al termine della quale inizia la ciclabile.
Al termine del lungomare di Marina di Ragusa,
la ciclabile cambia colore
e continua affianco alla SP63.
Il tratto finale è ancora in costruzione
e terminerà nei pressi di Playa Grande. La provinciale si era allontanata dal mare per aggirare Playa Grande e ora vi torna
portandoci a Donnalucata che si presenta con la sua bellissima spiaggia ovest.
Entriamo in Donnalucata e dopo un lungomare alberato lasciamo la strada principale per entrare nella zona a traffico limitato
e raggiungere il porto (che pare insabbiato)
e il lungomare pedonale
che percorriamo tutto
fino alla spiaggia est.
Ora torniamo sulla provinciale e la lasciamo dopo chilometri prendendo la deviazione per contrada Bruca. Arriviamo al mare, 100 metri di sterrato,
e poi su asfalto arriviamo al centro della località.
La deviazione è stata molto breve e torniamo sulla provinciale. Dopo 4,5 chilometri troviamo a destra uno sterrato con l’indicazione “camping spiaggetta”: inizia qui un percorso fatto di sterrati e spiagge pedalabili e quindi adatto solo a mountain bike. Prendiamo lo sterrato,
usciamo dall’altro lato del campeggio (il cancello è aperto), prendiamo il brevissimo sentiero
e andiamo a destra sulla passeggiata.
Scendiamo sull’asfalto e arriviamo al mare. A sinistra del molo
inizia una passeggiata
al termine della quale scendiamo in spiaggia
e pedaliamo sulla battigia.
Dopo 1,5 chilometri risaliamo sullo sterrato
e passiamo davanti all’ex fornace che è diventata la famosa “Mannara” del commissario Montalbano.
Facciamo un piccolo tratto sulla scogliera piatta
e poi di nuovo sterrato lungomare.
Quando lo sterrato finisce abbiamo asfalto a sinistra e un sentiero a destra (nella foto sotto):
prendiamo quest’ultimo e arriviamo a un parcheggio di Marina di Modica.
Continuiamo sul marciapiede e prendiamo il lungomare, vietato alle bici ma ovviamente passano tutti.
In fondo al lungomare una foto alla spiaggia,
prendiamo brevemente la passeggiata nella foto sotto
e scendiamo in spiaggia.
Quasi un chilometro sulla battigia
e risaliamo dalla passerella sotto l’albergo.
Poi di nuovo sterrato.
Nella biforcazione sotto con stradina asfaltata teniamo lo sterrato a destra.
Quando finisce lo sterrato scendiamo dalla bici e andiamo sugli scogli
per 200 metri circa
e risaliamo dall’altra parte.
Lo sterrato
ci porta alla spiaggia di Macanugo
dove pedaliamo per circa un chilometro
prima di risalire per l’ultimo breve tratto di sterrato
che ci porta alla strada veicolare
poco prima del porto di Pozzallo. Subito dopo il porto c’è un’altra spiaggia e decidiamo di fare anche questa (si può fare solo se la pizzeria a destra e chiusa). Prendiamo lo sterrato a destra
entriamo nel giardino della pizzeria
e andiamo sulla spiaggia pedalabile con la passerella.
Pedalata sulla battigia
e arriviamo alle prime case di Pozzallo.
Saliamo sul lungomare dove troviamo una ciclabile che a sinistra finisce su una panchina
mentre a destra è pedalabile per un centinaio di metri perché non ancora ultimata.
Superati i lavori in corso ci sono tratti di ciclopedonale che ci permettono di rimanere vicino al mare.
Superata la torre Cabrerà, simbolo della città,
una passerella di legno
ci porta in vista della spiaggia
e su un altro tratto di ciclopedonale.
Poi zona pedonale
e infine la ciclabile che ci porta fuori città.
Ultima foto alla spiaggia di Pozzallo
e scendiamo in strada. Siamo sulla provinciale SP67 e sulla nostra destra si alternano dune e spiagge.
Dopo 14 chilometri la strada piega verso l’interno, al primo incrocio andiamo a destra ed entriamo in una zona umida con piccoli laghetti.
Quando incontriamo l’indicazione per la spiaggia di Granelli la seguiamo.
Torniamo parzialmente indietro e prendiamo la prima a destra per accorciare la strada verso Isola delle correnti. Pedaliamo in stradine di campagna in mezzo alle serre. Paesaggio insignificante. Seguiamo prima le indicazioni per Maucini e poi quelle per Isola delle Correnti. E arriviamo così al punto più sud d’Italia. Fotografiamo il faro dal parcheggio
e poi a piedi lungo la spiaggia
raggiungiamo il cippo commemorativo.