Sicilia in bici: da Siracusa a Messina
Percorso effettuato a ottobre 2026. Tracce gpx e per Google Heart nella pagina iniziale Sicilia in bici lungo la costa.
La pedalata descritta nel capitolo precedente si fermava al termine della bella ciclopedonale Siracusa-Targia. Ora ripartiamo da qui per fare 5 chilometri sulla provinciale che affianca la bruttissima area petrolchimica di Priolo. Usciamo appena possibile seguendo l’indicazione per Marina di Melilli e arriviamo al mare.
Andiamo verso il capo, dove si trova una necropoli, e girato l’angolo abbiamo come panorama il petrolchimico.
Seguiamo la strada che dopo un po’ lascia la costa e va verso l’interno attraversando la ferrovia vicino alla stazione di Melilli: da qui fino ad Augusta ci sono 16 chilometri di paesaggio industriale. Seguiamo le indicazioni per Augusta sulla strada più rapida, il traffico è molto scarso, evitando però di finire sulla SS104, strada a 4 corsie molto trafficata: quando incontriamo l’indicazione “Punta Cugno” usciamo a destra anche se Augusta è indicata diritto. Sbuchiamo poco prima di una rotonda dove prendiamo la prima uscita e dopo 1,5 chilometri, superato un passaggio a livello, arriviamo alla Porta Spagnola.
Non entriamo però con la strada: ci portiamo sul marciapiede opposto, da cui fotografiamo il nuovo ponte stradale,
ed entriamo con il passaggio pedonale per poter fare la pista
che ci porta su al castello (diventato probabilmente una sede dell’Aeronautica, vista l’elica all’ingresso).
Una foto alla baia est
e poi facciamo il periplo della penisola in senso antiorario e sbuchiamo sul porticciolo turistico alle spalle del quale si intravede il ponte con cui usciremo.
Con il ponte superiamo anche la ferrovia e seguiamo le indicazioni per Brucoli pedalando per otto chilometri. Attraversiamo il paesino fino al castello dove si impone la presenza dell’Etna.
Tornando indietro facciamo una piccola deviazione per fotografare l’incredibile porticciolo
e il canale
di accesso al mare.
Lasciamo Brucoli e iniziamo una lunga pedalata lontano dalla costa per 12 chilometri prima di rivedere il mare ad Agnone.
Lo si vede solo dall’alto prima di scendere in pianura perché si tratta della solita lottizzazione selvaggia a lisca di pesce. A Vaccarizza prendiamo una di queste stradine che portano al mare giusto per verificare di non aver commesso errori di valutazione: nessun errore, lottizzazione selvaggia, spiaggia sporca,
spazzatura ovunque. Finalmente la provinciale piega a destra avvicinandosi al mare e poi prosegue parallela: ma il mare non si vede nascosto dalle recinzioni dei lidi. Entriamo in un lido per scattare una foto: almeno qui la spiaggia è pulite e bella.
Con la periferia di Catania inizia una ciclabile
lunga circa 2 chilometri. Si interrompe in prossimità di una rotonda. Come raccordarsi alla ciclabile che inizia dall’altra parte è affidato alla creatività dei ciclisti. Noi siamo passati sull’altro marciapiede con le strisce nella foto sotto (strisce con piccolo gradino),
poi siamo saliti sul marciapiede per attraversare la rotonda con il primo semaforo
e poi con il secondo.
Breve tratto sul lato sinistro della strada
e poi si pedala al centro della carreggiata.
Dopo poco più di un chilometro la ciclabile abbandona la strada principale: qualche centinaio di metri e termina.
L’ingresso di Piazza Duomo è diritto davanti a noi e quindi in qualche modo bypassiamo il divieto di accesso,
passiamo sotto la porta
e siamo davanti al Duomo.
Nella stessa piazza abbiamo la Fontana dell’Elefante (uʻ Liotru)
e la Fontana dell’Amenano.
Proseguiamo lungo via Etnea e in piazza dell’università troviamo la scultura Fighting Horses, sembra esposta temporaneamente.
Ora lasciamo via Etnea girando a destra e, rimanendo nella zona a traffico limitato, andiamo a raccordarci con la ciclabile nei pressi della stazione ferroviaria. Costeggiamo lateralmente il teatro Bellini e sbuchiamo
nella omonima piazza con il teatro.
Proseguiamo diritto
e arriviamo in piazza Lupo. Se non ci fosse il cantiere basterebbe attraversare la piazza, ora dobbiamo costeggiare la recinzione sul marciapiede
per proseguire. Ora un piccolo tratto in senso opposto, che facciamo sul marciapiede,
ci divide dal nostro obbiettivo: la passeggiata aldilà della rotonda.
Attraversiamo la rotonda e finalmente saliamo sulla passeggiata.
La passeggiata è carina
e ci porta alla stazione. Passiamo davanti all’ingresso e poi saliamo sul marciapiede: dietro le scale del metro
ricomincia la ciclabile.
La lasciamo momentaneamente quando vediamo a destra una stradina con zona ZTL:
pochi metri e passiamo davanti alla spiaggia e al porticciolo di San Giovanni Li Cuti.
Qualche centinaio di metri e la stradina ci riporta alla ciclabile che termina per ora in un piazzale
con i lavori in corso.
Noi ci portiamo sul marciapiede opposto e in quale modo aggiriamo il cantiere e raggiungiamo il porto di Ognina dove ricomincia la ciclabile.
Dopo il porto ancora un chilometro di ciclabile
e poi si continua con strada veicolare per Aci Castello. La strada ovviamente è costruita sulla lava
e dopo 3,5 chilometri siamo ad Aci Castello.
Per evitare giri fastidiosi saliamo sul marciapiede
per andare al castello.
In fondo alla piazza
fotografiamo la costa dove in lontananza si vedono le Isole dei Ciclopi davanti ad Aci Trezza.
Usciamo con una stradina laterale alla piazza e riprendiamo la strada lungomare per Aci Trezza. Arrivati in paese andiamo a destra per il porto
con davanti le Isole dei Ciclopi.
All’uscita da Aci Trezza non ci sono più strade secondarie ma bisogna pedalare sulla SS114, molto trafficata. Dopo 1,2 chilometri troviamo l’uscita per “Capo Mulini”: qui possiamo o continuare sulla trafficata SS114 o uscire per passare dentro Acireale. Noi scegliamo questa alternativa perché molto meno trafficata, quindi usciamo e seguiamo le indicazioni per Acireale. Attraversiamo tutta la cittadina e sbuchiamo all’incrocio nella foto sotto:
a destra e sinistra c’è la SS114, diritto si scende al mare verso Santa Tecla.
Scendiamo verso il mare, la strada diventa man mano più stretta ma il traffico è scarso e il paesaggio piacevole. Sotto alcune foto tra Santa Tecla e Stazzo.
Quando arriviamo a Pozzillo
la strada piega verso l’interno (sotto, la chiesa di Pozzillo).
Dopo 7 chilometri di strada interna comunque piacevole ritroviamo il mare a Torre Archirafi.
Qui inizia un percorso, in parte in corsia protetta, che in 19 chilometri ci porta fino alla foce del fiume Alcantara sempre con il mare in vista sulla nostra destra. Sotto alcune foto.
La strada sembra finire in un canneto,
in realtà dietro la vegetazione c’è un ponticello che permette di superare la foce del Fiumefreddo e di continuare su sterrato lungo il mare.
Poi ricomincia l’asfalto e si dovrebbe girare a sinistra per raggiungere la statale e il ponte sul fiume Alcantara. Un ciclista locale ci dice che forse il fiume è superabile alla foce e quindi andiamo a vedere. In realtà dopo qualche centinaio di metri troviamo uno sbarramento perché la strada sterrata crollata.
Proviamo lungo la spiaggia ma il fiume non è superabile perché c’è almeno mezzo metro di acqua.
Quindi torniamo indietro, raggiungiamo la SS114 che ci porta a Giardini Naxos. Andiamo verso il porto e fotografiamo la spiaggia con Taormina sullo sfondo.
Pedaliamo sul lungomare
e ritorniamo sulla SS114 con cui passiamo sotto Taormina con vista su Isola Bella e Capo Taormina.
Usciamo dalla statale seguendo l’indicazione Letojanni e arriviamo al mare.
Foto all’indietro al promontorio di Capo Taormina
e proseguiamo sul lungomare.
In fondo al lungomare, seconda nostra mappa, ci dovrebbe essere un sentiero che dovrebbe evitarci di tornare indietro. Infatti lo troviamo fra due case
raggiungiamo un zona residenziale e poi prendiamo lo sterrato alla fine dell’asfalto.
Superato il canalone
proviamo ad andare verso il mare ma lo sterrato è bloccato da un cancello.
Torniamo indietro e risaliamo verso monte. Dopo 50 metri, a destra dell’officina meccanica nella foto sotto,
c’è la via d’uscita. Siamo sbucati sulla SS114 e la percorriamo per 4 chilometri fino a Sant’Alessio Siculo
dove continuiamo sul lungomare.
Alla fine del lungomare bisogna tornare sulla statale perché il ponte sulla Fiumara d’Agrò è sbarrato anche ai pedoni.
Passiamo sul ponte della statale e ritorniamo sul lungomare a Santa Teresa.
Anche qui in fondo al lungomare il passaggio sul torrente Savoca è chiuso
quindi bisogna nuovamente utilizzare il ponte della statale. Dopo la deviazione si prosegue brevemente sul lungomare di Furci Siculo e poi su quelli di Nizza di Sicilia.
Di nuovo, in fondo al lungomare, passaggio bloccato sul torrente Fiumedinsi. Utilizziamo il ponte della statale e torniamo sul lungomare di Alì Terme. Qui finiscono
le possibili alternative alla statale SS114 e quindi la utilizziamo fino a Messina anche perché la minaccia di pioggia è incombente e quindi bisogna sbrigarsi. Arriviamo a Messina un po’ bagnati e chiudiamo qui questo giro della Sicilia sud-est. Il prossimo anno faremo il nord.