Sicilia in bici: da Mazara del Vallo a Porto Empedocle
Usciamo da Mazara con la SP38 che costeggia il mare
e la lasciamo dopo 7 chilometri per andare a Torre Granitola.
Passiamo davanti a una piccola baia carina,
poi andiamo verso il faro e fotografiamo il porto
e la spiaggia del faro.
Non si può proseguire lungo il mare ma bisogna tornare indietro e ritornare sulla costa in una zona frequentata da kite con una bella spiaggia.
Ora bisogna proseguire su uno sterrato
fino al lungomare ovest di Tre Fontane dove troviamo la strada asfaltata.
La spiaggia è bellissima e lunghissima.
Dopo qualche chilometro incontriamo un divieto di accesso ma l’assenza di auto parcheggiate ci permette di proseguire lungo il mare fino alla torre che segna l’inizio del lungomare est.
Qui la strada prosegue dietro la duna
e in prossimità della località Triscina termina l’asfalto e inizia lo sterrato.
Il tratto è breve perché cominciano a esserci case sul limitare della sabbia e quindi bisogna risalire verso l’interno e fare una parallela al mare in mezzo alle case. Ogni tanto facciamo brevi deviazione per fotografare il litorale.
Si prosegue così per quasi 5 chilometri fino a quando i cancelli della zona archeologica di Selinunte ci sbarrano la strada. Ora bisogna aggirare la zona archeologica prima con un breve tratto di ciclabile
e poi con la SP81 (la ciclabile non va nella nostra direzione). Quando incontriamo la SP56 la prendiamo in direzione Sciacca. Purtroppo il Parco ha chiuso alcuni sentieri che ci avrebbero permesso di arrivare a Selinunte stando sulla costa. Del resto anche andarci con la statale non ha senso perché bisogna ritornare sempre con la stessa strada e riprendere la SP56. Alcuni siti vendono come fattibile pedalare lungo la costa da Selinunte a Sciacca: in realtà il ponte di ferro dell’ex ferrovia che supera il fiume Belice è sbarrato per sicurezza e quindi non c’è nessuna connessione con la ciclabile che va da Porto Palo a Menfi nell’entroterra. Così come la ciclabile che parte da Menfi in direzione della costa verso Sciacca si arresta poco prima del fiume Carboj che non è attraversabile neanche sulla spiaggia (a meno di non bagnarsi rischiando di rimanere impantanati). Quindi l’unico modo di proseguire verso Sciacca è percorrere alcune provinciali nel seguente ordine: SP56, SP79, SP50, di nuovo brevemente SP79 che lasciamo quando incontriamo l’indicazione per capo San Marco. Qui finalmente rivediamo il mare.
Sciacca si staglia sulla collina
e la raggiungiamo passando davanti alla tonnara.
Appena possibile prendiamo una strada sgarrupata a destra fra due file di case nel tentativo di raggiungere il lungomare: avremmo dovuto fare un giro lungo se non avessimo individuato un pertugio fra le case
con tre gradini
che ci portano direttamente sul mare.
Facciamo tutti il lungomare
fino al porto
ai piedi della città.
Ora bisogna risalire per prendere la strada per Agrigento (in realtà noi andremo a Porto Empedocle). Dal sommo della salita una foto al porto,
passiamo davanti al Palazzo delle Terme
e fotografiamo la costa verso cui stiamo andando.
Per andare a Porto Empedocle non ci sono strade costiere ma abbiamo due alternative un po’ all’interno: o percorriamo la SS115 o alcune strade secondarie più o meno parallele alla statale con tre difetti: un percorso non lineare e quindi più lungo, un fondo stradale in pessimo stato e un notevole numero di saliscendi anche ripidi. Poiché anche il paesaggio non sarebbe migliore della statale, noi abbiamo optato per quest’ultima. La strada fortunatamente è larga con una buona banchina. La lasciamo dopo 16 chilometri prendendo l’uscita per Piano Grande perché dalle mappe sembra che si possa pedalata per un buon tratto con vista mare. La discesa a mare sembra un burrone (la foto non rende l’idea).
Arrivati giù abbiamo una spiaggia di sassi
e uno sterrato che ci permette di proseguire verso Seccagrande.
A Seccagrande troviamo l’asfalto
e un bel lungomare.
Alla fine del lungomare prendiamo uno sterrato
con cui intendiamo proseguire lungo la costa ma veniamo fermati quasi subito da uno sbarramento per lavori di rifacimento: ci tocca tornare indietro per
riprendere la SS115. Ancora 20 km di statale e poi la lasciamo definitivamente per Siculiana marina. Fotografiamo la spiaggia
e poi torniamo indietro per puntare su Porto Empedocle con la litoranea. Passiamo sotto Siculiana
e raggiungiamo la SP68 con stradine di campagna. La SP68 passa sopra La Scala dei Turchi
e poi scende giù verso le spiagge prima di Lido Azzurro
e poi di Porto Empedocle.
Arriviamo al porto
e poi usciamo dalla città con un ultima foto alla costa est.
Il ponte che immette sulla SslS115 è in rifacimento
ma per fortuna troviamo una soluzione sulla mappa che ci evita un lunghissimo giro: prendiamo la SS115 in direzione opposta e subito a destra c’è una uscita, poi ancora destra, sottopasso e rientriamo sulla SS115 bella direzione giusta
.
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