Sicilia in bici: da Trapani a Mazara del Vallo
Cominciamo questa pedalata lungo la costa sud della Sicilia partendo da Trapani, Villa comunale. Raggiungiamo il lungomare sud e cominciamo il periplo della città in senso orario. Sull’estrema punta ovest c’è il porto peschereccio e turistico,
il villino Nasi
e il castello sull’isola della Colombaia.
Torniamo indietro e andiamo verso la torre di Ligny
e fotografiamo gli scogli e il mare dietro la torre.
Torniamo indietro e andiamo verso il centro storico. Dal viale delle sirene fotografiamo il bastione terminale delle antiche mura
e quindi ci inoltriamo nel centro storico.
Percorriamo qualche stradina e poi tutta via Libertà al termine della quale troviamo una zona strettamente pedonale difronte
e a destra.
Quindi noi andiamo a sinistra e ci infiliamo nella passeggiata sulle mura.
Dalle mura fotografiamo il mare a nord,
il bastione Conca chiuso per restauri
e una scala che porta in basso nel centro storico.
Scala troppo stretto per scendere con la bici a mano e quindi torniamo indietro sul lungomare nord a senso unico fino alla svolta a destra che ci riporta al punto di partenza e poi sul lungomare sud. Questa volta giriamo a sinistra e seguiamo le indicazioni per Marsala fino a via Libica dove, subito a destra, troviamo una ciclopedonale piuttosto malmessa
ma panoramica.
Dopo la salina la ciclabile termina e torniamo sulla SP21, facciamo un ponte su canale in secca e al semaforo andiamo a destra verso Nubia: la deviazione allunga un po’ il percorso ma evita il traffico sulla strada stretta. Il paesaggio è di nessun interesse e dopo 6 chilometri dobbiamo tornare sulla provinciale. Purtroppo la presenza dell’area aeroportuale blocca qualsiasi possibilità di pedalare sulla costa. Solo dopo aver superato l’aeroporto prendiamo la prima strada a destra e ci dirigiamo verso Birgi vecchia. Superiamo l’agglomerato delle case e prendiamo lo sterrato nella foto sotto.
Pedaliamo in mezzo alle vigne in direzione del mare.
All’incrocio sotto dovremmo prendere l’asfalto a sinistra
ma prima diamo un’occhiata allo Stagnone che un vero paradiso per il kite surf.
Torniamo brevemente all’indietro e prendiamo l’asfalto che è ora alla nostra destra. La stradina è molto stretta e, dopo una S in mezzo alle case, andiamo a destra,
ancora a destra
e raggiungiamo nuovamente lo Stagnone con l’isola Lunga difronte.
Dopo 30 metri sulla sabbia compatta,
risaliamo su un bellissimo sentiero che costeggia lo Stagnone.
Alla fine del sentiero prendiamo a destra la strada veicolare.
Dopo un po’ incontriamo la ciclabile che avrebbe bisogno di manutenzione
e poi un chiosco con un’idea brillante: zattere in mezzo all’acqua dove prendere l’aperitivo al tramonto. Le zattere vengono movimentate con delle funi.
Ora la ciclabile costeggia lo Stagnone
fino all’incrocio con la SP21.
Dopo qualche chilometro sulla provinciale costeggiamo il muro della base dell’aeronautica militare alla fine del quale troviamo l’indicazione “lungomare Salinella” che dobbiamo seguire (a destra nella foto sotto).
Incontriamo un nuova ciclabile
che ci porta fino al porto di Marsala.
Dopo il porto ancora ciclabile (in costruzione nella parte finale)
e poi la SP84, stretta e trafficata. Al primo spiazzo foto al mare e alle Egadi
e poi proseguiamo sulla provinciale che riusciamo ad abbandonare poco dopo infilandoci in una stradina a destra. Al primo incrocio andiamo a sinistra e continuiamo sempre su questa strada: è fra le case ma non ci sono auto. Piccola deviazione verso il mare per una foto.
Dopo un po’ incrociamo una strada un po’ più grande e giriamo a destra verso il mare dove finalmente capiamo cos’è l’odore persistente che abbiamo sentito anche a Marsala: alghe, tutte le spiagge della zona sono invase dalle alghe.
Proseguiamo su sterrato fino a Torre Sibiliana
e quando la pista sembra finire davanti alla casa nella foto sotto
bisogna solo girarci intorno. Poi si incontra un porticciolo con cane libero che bisogna stoppare con voce ferma e imprecazione in dialetto: funziona.
Lo sterrato lungo il mare continua ma dopo un po’ si viene fermati da un costone franato:
meglio seguire la nostra traccia gpx che aggira l’ostacolo. Si ritorna sulla costa in località Petrosino Mare
e ora si continua sempre lungo la costa. La pista diventa un po’ insabbiata
alle spalle della spiaggia Torrazza dove finalmente non ci sono più alghe.
Poi si incontra un allevamento di pesci che si supera sempre sulla pista lungomare
e si continua tra il mare e la Riserva naturale Margi Spanò. Lo sterrato non presenta difficoltà ma diventerebbe impossibile in caso di piogge recenti.
Solo in prossimità dell’uscita c’è un tratto con sabbia e alghe ma si può rimanere in sella.
Sbuchiamo sul lungomare Fata Morgana di Mazara del Vallo
dove incontriamo quasi subito una ciclabile
su cui pedaliamo fino al porto.
Poi ancora ciclabile fino al porto-canale che non riusciamo a vedere subito perché l’argine da questo lato è occupato da cantieri navali
ma che vediamo poco dopo.
Poi una strada interna ci porta al ponte sul porto-canale
Di nuovo strada interna fino a sbucare sulla ciclabile che costeggia l’approdo.
Arriviamo al mare sempre su ciclabile
ma prima di proseguire sul lungomare, all’altezza di un bellissimo giardino
andiamo verso piazza Garibaldi: magnifica.
Quindi pedaliamo sulla ciclabile lungomare Fino al ponte che segna l’uscita dalla città.
Cliccare per la seconda tappa: da Mazara del Vallo a Porto Empedocle