</p> <h1>In bici sulla Ciclovia dell’acqua a Gioia Del Colle</h1> <p>
Le tracce gpx e per google heart sono disponibili nella pagina introduttiva Ciclovia dell’acqua.

Ciclovia dell'acqua

Il cancello chiuso sulla pista di servizio trasformata in ciclabile ci ha costretto a raggiungere Quasano con la SP89. L’ingresso nella località si presenta molto carino.

Ciclovia dell'acqua: Quasano

Pedaliamo nella zona pedonale, in assenza di pedoni,

Ciclovia dell'acqua: Quasano

e raggiungiamo l’acquedotto.

Ciclovia dell'acqua: Quasano

La pavimentazione è fatta con un fastidioso e scivoloso pietrisco ma probabilmente è solo propedeutico alla pavimentazione definitiva (al momento la ciclabile non è ufficialmente aperta).

Ciclovia dell'acqua: Quasano

Ciclovia dell'acqua: Quasano

Ciclovia dell'acqua: Quasano

Ciclovia dell'acqua: Quasano

Sbuchiamo su una stradina asfaltata all’interno di un bosco

Ciclovia dell'acqua: Quasano

e la percorriamo per pochi metri per entrare nel parco della Cantoniera Corto Gigli con il cancelletto a destra

Ciclovia dell'acqua: Quasano

Percorriamo il viale

Ciclovia dell'acqua: Quasano

che ci porta all’area picnic.

Ciclovia dell'acqua: Quasano

Pochi metri e usciamo con l’apertura a sinistra

Ciclovia dell'acqua: Quasano

e continuiamo sulla ciclabile

Ciclovia dell'acqua: Quasano

fino alla Foresta di Scoparella, Parco Nazionale dell’alta Murgia. Nella foto si vede la segnaletica della Ciclovia dell’acqua, ciclabile 11, che dice di andare diritto, mentre a destra si va per la ciclabile dello Jazzo.

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

In realtà la pista di servizio prosegue diritta

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

ma solo fino alla torretta sotto, poi scompare.

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

Quindi alla biforcazione bisogna prendere a destra andando verso lo Jazzo Corto Gigli. (Lo jazzo è un particolare recinto per pecore di uso comune nel territorio della Puglia, soprattutto nella Murgia, e nelle aree limitrofe, costruito presso i tratturi e destinato al ricovero stagionale delle pecore che effettuavano la transumanza. Wikipedia).

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

Dopo lo Jazzo si sbuca su stradina asfaltata che si prende a destra,

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

poche decine di metri, e si entra in un tratturo a sinistra.

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

Arriviamo quindi a nuova biforcazione: si possono percorrere ambedue le piste

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

ma quella a destra ci fa passare davanti allo Jazzo del demonio.

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

“Narra la leggenda che In una fredda e buia notte d’inverno, due pastori, che si erano rifugiati nello Jazzo insieme al loro gregge ed avevano acceso un fuoco per riscaldarsi, udirono i cani abbaiare insistentemente.

Le bestie ringhiavano ed abbaiavano come se fossero in uno stato di allerta, di difesa. Improvvisamente sentirono bussare tre volte alla porta del rifugio.

Appena aprirono si trovarono davanti un viaggiatore, coperto da una specie di saio ed un grande cappuccio, il quale riferì di avere smarrito la via a causa della tempesta e di essere stato attirato li dal fumo del fuoco.

Malgrado lo strano tono di voce, al quanto rauca, e l’accento poco comprensibile, i due pastori lo fecero entrare per offrirgli riparo.

L’uomo esitò a togliersi gli abiti e a mostrare il viso ma ciò non suscitò troppi interrogativi nei pastori, persone semplici e abituati a non fare troppe domande, soprattutto ai “forestieri”.

Quando però lo invitarono a sedersi accanto al fuoco tutto cambiò, la parte bassa dello strano saio si sollevo e lasciò scoperte le gambe, in realtà due zampe caprine che terminavano in uno zoccolo, così come nelle più note rappresentazioni dei satiri o dello stesso diavolo.

Il demonio! Urlarono terrorizzati i poveri pastori, che si segnarono con il Segno della Croce e corsero a rifugiarsi sotto un crocifisso unico decoro di quel povero rifugio. Immediatamente il demone svanì, lasciandosi dietro una forte odore di zolfo. Da allora quel posto sarebbe divenuto noto come Jazzo del demonio, o del diavolo.”

Superato lo jazzo torniamo sulla ciclabile,

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

e dopo un tratto tra i campi, raggiungiamo il bosco di Selva Reale.

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

Ciclovia dell'acqua: Foresta di Scoparella

Poi si continua sulla pista di servizio

Ciclovia dell'acqua: Castel del Monte

fino a intravedere in lontananza Castel del Monte.

Ciclovia dell'acqua: Castel del Monte

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