in bici nel Cilento
A settembre 2026 abbiamo pedalato lungo il golfo di Salerno per raggiungere il Cilento fino a Sapri per un totale di 188 km. Come al solito abbiamo cercato di costeggiare il mare il più vicino possibile. Tracce gpx e Google Heart nella pagina di presentazione: Ciclovia Tirrenica.
Partiamo da Vietri sul mare
e scendiamo verso Salerno e il suo porto che si intravedono in lontananza.
Entriamo nel porto
e pedaliamo davanti al “Crescent” voluto fortemente dal sindaco De Luca e oggetto di polemiche.
Raggiungiamo il lungomare di Salerno che in teoria non è pedalabile ma è molto largo e certamente più sicuro della strada.
Ogni tanto bisogna scendere in strada per poi risalire su marciapiedi poco frequentati e in questo modo usciamo da Salerno con un’ultima foto alla spiaggia cittadina.
Seguiamo il litorale entrando nel territorio di Pontecagnano e anche qui, non avendo fretta, pedaliamo per lunghi tratti su marciapiede.
Entrando nel territorio di Battipaglia si pedala un po’ discosti dal mare ma ogni tanto si possono fare delle piccole deviazioni sul mare.
Poi tra la strada litoranea e il mare inizia un lungo e rigoglioso bosco che bisogna attraversare per fare piccoli tratti sul mare.
Nel territorio di Paestum troviamo un bel lungomare teoricamente vietato alle bici.
Rientriamo sulla strada litoranea fino ad Agropoli dove, vista la scarsità di pedoni, ricominciamo a pedalare sul marciapiede.
Restiamo attaccati al mare grazie a un ponticello pedonale con cui superiamo la foce del fiume Testene.
Siamo in vista della collina dove sorge il centro storico di Agropoli
e dalla salita fotografiamo il litorale dove siamo passati.
Entriamo nel centro storico
e sbuchiamo in alto sul porto.
Ora si tratta di scendere giù: la maniera più rapida è attraversare la porta
e scendere la scalinata (i più arditi possono farlo in sella, noi a piedi).
Foto all’indietro al centro storico,
breve percorso lungo il porto
e poi riprendiamo la litoranea funo alla baia di Tresino.
Qui siamo tentati di fare il sentiero dei Trezzeni (a destra nella foto)
che è il collegamento più breve per Santa Maria di Castellabate ma informazioni raccolte localmente c’è lo sconsigliano (il sentiero largo è interrotto da alcuni cancelli che bisogna aggirare con sentierini non adatti a e-bike del nostro tipo). Aggiriamo quindi il monte Tresino con la strada interna e arriviamo sul lungomare di Santa Maria di Castellabate.
Lo percorriamo fin quando possibile e poi entriamo in paese
e sbuchiamo di nuovo a mare al lido Santa Maria.
Foto all’indietro al paese
e poi ci dirigiamo verso la litoranea con una stradina interna.
Dopo poco più di un chilometro di strada giriamo a destra per San Marco e il porto.
Da qui inizia la parte forse più bella del percorso con il sentiero per punta Licosa.
Alla fine del sentiero, poco prima del moletto di Punta Licosa, inizia una strada privata però aperta al pubblico.
La strada è magnificamente alberata
e in prossimità dell’uscita si avvicina al mare.
All’uscita c’è un cancello
che è presidiato nei mesi di luglio e agosto con accesso alle auto impedito. Alcuni ragazzi locali ci spiegano che i pedoni posso passare e il passaggio delle bici dipende dall’umore del guardiano. Siamo arrivati alla baia di Ogliastro
che dobbiamo aggirare andando a riprendere la strada statale 267.
Aggiriamo anche la località San Nicola
e ci dirigiamo verso Agnone, località con un bel lungomare,
e soprattutto un magnifico ma breve percorso ciclabile.
Riprendiamo la litoranea con una breve salita e ci dirigiamo verso Acciaroli che scorgiamo in lontananza dopo circa 3 chilometri.
Facciamo il lungomare
e ci dirigiamo verso il porto.
Poi torniamo un po’ indietro ed entriamo in paese
per andare a riprendere la litoranea che percorriamo per 7 chilometri con un po’ di salita prima di scendere nuovamente al mare in località Pioppi.
Poi andiamo verso Marina di Casalverino
Dopo la località inizia una ciclabile abbastanza maltenuta ma con il vantaggio in alcuni tratti di essere ombreggiata.
Facciamo il lungomare di Marina di Ascea
e poi una faticosissima salita, quasi impossibile senza pedalata assistita, fino al paese di Ascea (218 metri di dislivello in un chilometro). Poi ci sono un po’ di saliscendi con strada franata a carreggiata ridotta e finalmente si scende
definitivamente a livello del mare a Marina di Pisciotta.
In alto si staglia Pisciotta.
Riprendiamo la litoranea passando sotto la ferrovia e dopo 7 chilometri cominciano a vedersi le spiagge di Palinuro.
Entriamo in paese dirigendoci verso il porto
e poi torniamo indietro all’inizio con la stessa strada fotografando il paese e la costa.
Quindi usciamo verso Marina di Camerota. La litoranea presenta scorci molto belli.
Arriviamo in paese e costeggiamo il porto,
poi la spiaggia,
per riprendere la strada che ci porta in alto. Un ultima foto a Marina di Camerota,
superiamo il passo ad oltre 500 metri di altezza e scendiamo verso San Giovanni a Piro.
Da qui foto al golfo di Sapri
e scendiamo verso Scario. Arrivati sulla costa ci dirigiamo verso il lungomare di Scario.
Il breve lungomare finisce con una chiesetta
e quindi torniamo sulla provinciale verso Policastro Bussentino. Appena possibile ci avviciniamo al mare con una stradina asfaltata
poi una breve tratto di sterrato sabbioso e risaliamo verso la statale 18 sull’argine destro del fiume Bussento. Superiamo il fiume sul ponte e riscendiamo a mare sull’argine sinistro del fiume fino alla foce.
Proseguiamo lungo il mare, in parte su asfalto e in parte su marciapiede, fino al porticciolo di Policastro Bussentino
con il paese a sinistra sulla collina.
Ritorniamo sulla statale e incontriamo Capitello, paese “lineare” lungo il mare.
Entriamo anche brevemente nel paese.
Riprendiamo la statale per lasciarla all’indicazione per Villammare evitando così anche una galleria. Percorriamo il lungomare di Villammare sul marciapiede
fino alla torre che si vede in fondo
e poi torniamo sulla strada, risaliamo fino al belvedere
e riprendiamo per pochi metri la statale perché troviamo a destra un nuova ciclabile.
Percorriamo 2 chilometri di ciclabile e poi ritorniamo sulla statale fino alla torre dell’osservatorio metereologico che annuncia l’arrivo a Sapri.
Poco dopo saliamo sul lungomare pedonale
e, verso la fine, ammiriamo il lato B della spigolatrice.
Percorso tutto il lungomare
torniamo in strada e iniziamo la salita verso Acquafredda e la costa di Maratea.