Le tracce gpx e per Google earth sono scaricabili dalla pagina introduttiva: Ciclabili ex ferrovie, vie Verdi.
Prima di entrare in Mormanno, in prossimità della chiesa di santa Maria Goretti, prendiamo a destra per raggiungere l’ex stazione
e subito dopo lo sbocco della galleria che passa sotto il paese.
Da informazioni assunte a giugno 2026, pare che stiano per iniziare i lavori di ripristino della galleria. Ritorniamo sulla provinciale e al primo belvedere fotografiamo la valle da cui proveniamo. Nella foto sotto si può vedere il ponte dell’ex ferrovia su cui passerà la futura ciclabile Papasidero-Mormanno: a novembre 2024 la Regione Calabria ha deliberato il finanziamento dell’opera. Speriamo!!!!
Passiamo davanti alla chiesa
e un successivo squarcio tra le case ci permette di fotografare il “presepe”.
Usciamo da Mormanno e sulla destra si scorge la vallata di Campotenese con il laghetto artificiale.
Scendiamo verso la valle e sotto il ponte autostradale compare l’inizio di una ciclopedonale.
La prendiamo
e dopo circa 1000 metri inizia il nuovo tratto di ciclabile percorribile ma non ufficialmente aperto.
Nei primi 20 metri si passa in una foresta di rovi parzialmente ripulita da un ciclista locale armato di forbici che ci precedeva e poi si va verso il sottopasso della provinciale.
Passiamo quindi sulla sinistra della strada e incontriamo la prima galleria.
Le gallerie, a giugno 2026, sono tutte asfaltate ma non illuminate. Sbuchiamo a fianco della provinciale e prendiamo la seconda galleria.
Nuovamente a lato della provinciale e affrontiamo la terza e ultima galleria.
Ora sbuchiamo sul ponte che ci porta nuovamente sul lato destro della provinciale.
Pedaliamo quindi sulla nuova pista
fino al casello del km 58
subito dopo il quale bisogna tornare sulla provinciale.
Dopo 1,2 chilometri vediamo a destra il cartello di ciclabile
e ricomincia la nuova pista già esistente nel 2025 ma sbarrata.
Percorriamo circa 500 metri e troviamo il casello del km 59,933
e dopo 50 metri siamo davanti all’ex stazione di Campotenese.
Dopo la stazione inizia la ciclabile aperta nel 2022.
La pista prosegue nella vallata di Campotenese.
In corrispondenza dell’ultima intersezione con una strada carrabile troviamo il divieto di accesso:
in realtà la ciclabile è percorribile ma per qualche motivo burocratico, probabilmente il collaudo, c’è il divieto di transito. Ovviamente andiamo avanti e con la prima galleria inizia la lunga discesa verso Morano Calabro.
Tutte le gallerie hanno una leggera illuminazione permanente che viene maggiorata automaticamente al passaggio dei ciclisti. Sbuchiamo nella vallata di Morano calabro
e proseguiamo con la discesa panoramica con vista prima sul massiccio del Pollino
e poi sulla montagna che lo fronteggia.
La discesa prosegue ripida tra gli alberi
fino alla ex fermata di Carbonaro.
Si continua ora a scendere più dolcemente fino all’ultima galleria che è anche la più lunga.
All’uscita della galleria si intravede più chiaramente il castello di Morano Calabro.
La ciclabile termina momentaneamente sulla provinciale
che percorriamo per 300 metri fino a un incrocio sulla sinistra: al di là della piazzuola centrale si intravede la continuazione della ciclabile.
Riprendiamo la ciclabile
che termina quasi subito su una stradina veicolare che ci porta
al casello prima dell’ex stazione di Morano.
Sotto, l’ex stazione di Morano: sulla destra si nota il reparto “lampisteria”.
Dopo la stazione si continua brevemente su strada.
Sotto, una panoramica di Morano con a destra la stazione.
Dopo 500 metri inizia nuovamente la ciclopedonale.
La pista è in cemento con una magnifica vista.
Incontriamo un altro casello trasformato in abitazione
e proseguiamo sempre con la valle sulla destra.
Passiamo la provinciale con un ponte e intravediamo Castrovillari nella vallata a sinistra.
Una bella discesa ci porta verso il paese. La ciclabile si interrompe brevemente poco prima di un casello-abitazione e poi riprende con l’ultima discesa.
Alla fine della discesa termina la ciclabile e, seguendo il cartello Castrovillari, passiamo davanti ai vecchi edifici della stazione ora al servizio degli autobus.
Subito dopo svoltiamo a sinistra e nel piazzale della stazione fotografiamo una vecchia locomotiva.
Per riprendere il cammino dobbiamo tornare indietro per qualche centinaio di metri perché il sedime ferroviario successivo alla stazione è occupato dal deposito degli autobus. Ritorniamo su Corso Calabria a destra e poi via dell’industria fino al cartello che indica la ciclovia per Civita. Seguiamo e ritroviamo un vecchio ponte ferroviario diventato ciclopedonale.
Proseguiamo diritto e probabilmente la strada che percorriamo è sopra o immediatamente a fianco dell’ex ferrovia. Infatti, circa 3 chilometri dopo il ponte, troviamo l’ex stazione di Frascineto-Pietà (sotto).
Difronte c’è l’area pic nic della sorgente della Pietà.
Passiamo davanti alla stazione su un ponte diventato ciclopedonale.
La pista in cemento si interrompe presto e continuiamo sul sedime ferroviario con un sentiero adatto solo a mountain bike.
Al primo incrocio con stradina asfaltata tiriamo dritto
e rimaniamo sul tratturo non asfaltato anche al secondo incrocio.
Passiamo sotto il ponte autostradale
e, dopo pochi metri, prendiamo a sinistra (foto sotto)
per affacciarci sull’asfalto dove prendiamo a destra. Una decina di metri e prendiamo a sinistra all’incrocio sotto.
Si prosegue su asfalto, più o meno parallelo al sedime ferroviario inglobato nei campi, fino a quando la stradina asfaltata fa una svolta a gomito a sinistra (sotto).
Noi prendiamo diritto che, probabilmente, è il sedime ferroviario. Quando incrociamo nuovamente l’asfalto (sotto),
invece di proseguire sul sedime ferroviario, prendiamo a destra e subito a sinistra per fare una parallela asfaltata. In fondo si intravede un ponte dell’acquedotto.
Appena superato il ponte e la ex stazione di Eianina, si abbandona l’asfalto e si prende a destra il tratturo, purtroppo segnalato dalla monnezza (sotto).
Fotografiamo il ponte dall’altro lato
e proseguiamo sul tratturo per 700 metri.
Alla fine sbuchiamo sull’asfalto all’incrocio sotto.
Il sedime ferroviario è la stradina diritta con il divieto di accesso. La imbocchiamo e dopo qualche decina di metri troviamo la ex stazione di Civita.
Ancora un centinaio di metri e dopo un casello-abitazione
inizia la lunga discesa verso Cassano allo Ionio.
In fondo alla discesa la stazione di Cassano-Catena, diventata una casa privata, situata sotto al santuario.
Noi prendiamo a destra e scendiamo sul lato destro della valle mentre la ex ferrovia continua sul lato sinistro quasi sempre in galleria (nella foto sotto si intravede l’imbocco di una galleria).
In vista di Cassano allo Ionio, l’ex ferrovia esce dalle gallerie e con un lungo ponte (sotto)
si riporta sul lato destro. Superato lo sbocco del ponte facciamo un brevissimo tratto sul sedime ferroviario
e dopo poco siamo alla ex stazione di Cassano allo Ionio, trasformata in bar.
Proseguiamo sulla provinciale attraversando il paese e troviamo le ultime tracce della ferrovia in località Garda. Prima un ponte
e poi l’ex stazione Garda.
Ora non c’è più traccia della ferrovia salvo che alla stazione di testa di Spezzano Albanese. Ma siamo ormai in pianura senza alcun panorama interessante e non vale la pena andare fino a Spezzano. Perciò scendiamo verso il mare in direzione di Sibari per incontrare un nostro percorso che va verso Taranto lungo la costa ionica, dopo aver individuato la strada con il minor traffico automobilistico.
Altri percorsi su ex ferrovie qui.