luglio 29, 2021

Grecia 2021: Isole Ioniche







</p> <h1>Grecia 2021: Isole Ioniche</h1> <p>

27 luglio-2 agosto, Zante

Partiamo di buon’ora verso Zante, la prima delle isole ioniche.
Il gigantesco porto quest’anno è molto affollato di barche a vela e a motore. Ci sistemano provvisoriamente al primo molo (sotto)

Zante

che fronteggia l’ingresso, senza luce e acqua. Nel pomeriggio possiamo spostarci al molo interno (sotto) più protetto e con luce e acqua.

Zante

Qui ci fermiamo una settimana per un cambio equipaggio. Costo per permanenze di almeno 3 giorni, 25 euro, altrimenti 30 euro, + 10 euro una tantum per l’ormeggio. 5 euro per l’acqua e 5 per la luce, trattabili. Si può ormeggiare anche a ovest alla banchina cittadina (sotto) in mezzo alle barche a motore e senza luce ed acqua pagando lo stesso prezzo. Pare che rinunciando ai servizi dell’ormeggiatore e andando a pagare in capitaneria di porto il costo si riduca a 10 euro/giorno. Non abbiamo controllato la notizia.

Zante

Altra possibilità di ormeggio al molo del frangiflutti d’ingresso (sotto), all’inglese.

Zante

La cittadina è caotica e sovraffollata. Si viene qui solo per motivi tecnici. La gran parte dei ristoranti sono sul marciapiede che costeggia il porto, quindi si mangia con i passanti tra i tavoli. Noi ci siamo spinti oltre fino alla prima piazzetta dove abbiamo trovato la trattoria Ammos. Finalmente tavoli ben spaziati, niente passanti e buon cibo. Buono il kleftiko e un vero souvlaki, con bei pezzi di maiale e non i soliti spiedini prefabbricati.

Ormos Navagio

Da evitare in alta stagione, ma bella per fare una sosta diurna, è la spiaggia del naufragio.

Ormos Navagio, Zante

Già a metà giugno è un gran casino: c’è un traffico pazzesco di imbarcazioni che fanno molto onda e bisogna ancorare sui 20 metri.

Ormos Navagio, Zante

Nella foto sopra, un coraggioso membro dell’equipaggio, con italico sprezzo del pericolo, osserva i dettagli della baia mentre alle sue spalle la madre invoca la protezione divina.

3 agosto, Ormos Nikolaos, Zante

Con calma di vento Ormos Nikolaos è meglio di Zante.

Ormos Nikolaos, Zante

Se però al largo nel primo pomeriggio si alza il solito maestrale a 15 nodi, le raffiche di catabatico raggiungono anche i 30 nodi nella baia sollecitando le cime a poppa. L’unico problema è la risacca fastidiosissima sollevata sia da qualunque tipo di vento sia dalle barche turistiche che vanno alle vicine grotte. Con venti da nord-est l’ormeggio diventa insostenibile: alcuni anni fa abbiamo dovuto mollare l’ormeggio e, pur rifugiandoci nel ridosso dell’isolotto, abbiamo trascorso la notte a tenere lontano la barca dalla banchina. Ci sono 2-3 corpi morti all’altezza del distributore di benzina, gestiti dalla trattoria del Porto, universalmente nota come da Dimitri. Disponibile acqua e, forse, l’elettricità. Forse, perché Dimitri dice di aver attaccato la corrente ma in barca non arriva niente. Ormeggio gratuito. Ancora su più di 10 metri. Posto per 15 barche di poppa e altre 5-6 all’inglese nella parte di molo con più risacca. Sotto, la baia vista dall’alto.

Ormos Nikolaos, Zante

Cena alla trattoria del Porto, al disotto della media.

4 agosto, Ormos Sarakiniko, Itaca

La regola aurea è “non navigare da fine luglio a Ferragosto” a meno di non essere in luoghi poco considerati dal turismo. Noi non l’abbiamo rispettata e quindi ci tocca vedere una delle più belle baie delle isole ioniche

Ormos Sarikiniko, Itaca

Ormos Sarikiniko, Itaca

trasformata in un porto,

Ormos Sarikiniko, Itaca

infestata persino da catamarani con generatore e aria condizionata. La baia è sempre magnifica, ma invece di rimanere alla ruota da soli o al massimo in compagnia di un paio di altre barche, siamo costretti a legare la poppa a terra. Sulla spiaggia non ci sono rocce adatte quindi dobbiamo portare a riva l’ancora di rispetto, piantarla bene sulla spiaggia di sabbia e sassi, e legare una lunga cima. Il fondale non è dappertutto un buon tenitore e ci sono molte tracce sottomarine di ancore che hanno arato.

5-6 agosto, Vathi, Itaca

Vathi è il porto principale di Itaca in fondo a un profondo fiordo protetto da un’alta montagna che sta di fronte, luogo da cui abbiamo scattato la foto.

Itaca

Vista la situazione geografica si è autorizzati a pensare che nulla può accadere nella baia. Invece, con maestrale al largo, dalla montagna nel primo pomeriggio scende un catabatico che raggiunge a volte intensità da burrasca. Una sera, ancorati in baia, abbiamo misurato più di 40 nodi. Per fortuna il fondale è di fango tenacissimo, il fetch è insufficiente a generare onda e avevamo 40 metri di catena su un fondale di 5 metri.
Diverse possibilità di ormeggio.

Itaca

Entrando nel golfo, subito a sinistra, c’è una banchina (foto sopra) con un molo quadrato: ormeggio di poppa con ancora, fondale adeguato alla banchina ma molto profondo e non ovunque buon tenitore al molo quadrato. A terra alcuni ristoranti ma per arrivare al villaggio bisogna fare tutto il giro della baia.
Proseguendo, invece, per il villaggio, dopo l’isolotto Lazzaretto, sulla destra c’è un’altra banchina (foto sotto): ormeggio prima o dopo il molo traghetti, fondale di fango ottimo tenitore. Se si arriva nel pomeriggio la manovra può essere fortemente disturbata dal catabatico che viene al traverso.

Itaca

Alla radice della banchina c’è una zona riservata ai locali con diversi gavitelli. Quindi il molo piega a 90 gradi: è possibile ormeggiare anche qui ma per sbarcare, la passerella va messa sul muretto e si scende direttamente sui tavoli dei ristoranti. Infine si può ormeggiare anche alla sul fondo del golfo (foto sotto): ma qui, a volte, la risacca può diventare pericolosa.

Itaca

Comunque, se si prevede un maestrale forte, meglio stare all’ancora nella baia, oppure alla banchina subito a sinistra entrando nella baia.
Ormeggio 15 euro, il 50% per il secondo giorno, luce ed acqua con scheda.

7 agosto, Ormos Varko, Costa continentale

Alle 8,00 siamo in navigazione verso Lefkas. Ci fermeremo nella baia di Varko,

Ormos Varko, Costa greca

sulla costa continentale, per la notte e se vogliamo stare vicino alla riva non dobbiamo arrivare tardi.

Ormos Varko, Costa greca

La spiaggia immediatamente precedente, “Campo di grano”, è già piena di barche e il “bum bum” del lido riempie l’aria. Meglio Varko. Ancora su sabbia, 3 metri di fondale, ottima tenuta. Alla sera

Ormos Varko, Costa greca

in baia conteremo una ventina di barche.

8 agosto, Lygia

In tre giorni dobbiamo raggiungere Corfù e decidiamo di fare tappe omogenee e brevi evitando Paxos che in questa stagione sarà un gran casino. All’uscita del canale di Lefkas, una barca a motore che aveva calato l’ancora prima del ponte, è in difficoltà nel salparla. Due barche di amici gli rimangono intorno bloccando il passaggio. Tutti italiani. Lì superiamo appena possibile perché sappiamo che i manovratori del ponte non hanno molta pazienza e se le barche non si sbrigano a passare gli chiudono il ponte in faccia. All’uscita uno di questi ci passa molto vicino per disturbarci con l’onda e punta verso Paxos. Ulteriore conferma che Paxos va frequentata solo fuori stagione.
Dopo 3 ore affrontiamo il difficile ingresso nel porticciolo di Lygia.

Lygia

L’ingresso è costellato di scogli ed è consigliabile entrare ed uscire da questo porto solo con condizioni meteo buone. Il ridosso sembra buono. È aperto solo a sud-est. È indispensabile una persona a prua e seguire le indicazioni del navionics. Rispetto al passaggio nel 2018 sono aumentati gli ormeggi permanenti: ora è disponile un solo posto in banchina e due posti alla testata del molo.

Lygia

Sotto, l’ingresso del porto

Lygia

e la spiaggia a 300 metri a est del porto.

Lygia

Ristorante sul porto nella media.

9 agosto, Plataria

Verso le 8,00 lasciamo Lygia in direzione dell’arcipelago di Mourtos e Syvota. Abbiamo telefonato a Vassily strappando la promessa di un posto del porticciolo. Ma quando arriviamo il posto non c’è e dovremmo ormeggiare davanti ai ristoranti con risacca e musica greca. Decidiamo di andare a vedere la situazione a Plataria, dove non passiamo da almeno 15 anni. La località, che era deprimente e quasi abbandonata, ora è più vivace. Nel porto (sotto, l’ingresso e il molo nord)

Plataria

ci sono lavori di allungamento della banchina che ora protegge anche il molo cittadino (sotto).

Plataria

Ormeggio con ancora su fondale fangoso di 4 metri. Costo 25 euro, + luce ed acqua. Posto per 30 barche alla banchina sud e altrettanti nel porto nord. Cresceranno quando termineranno i lavori di estensione del molo ovest. Spiaggia e mare pessimi. Si viene qui solo come ripiego. Ottima pizza al ristorante italiano “Vespa rosa”, in particolare quella al limone e zucchini.

10 agosto, Mandraki, Corfù

Avremmo voluto evitare Corfù che in agosto è molto affollata ma due membri dell’equipaggio devono tornare a Milano e quindi andiamo al Mandraki, il porticciolo sotto il castello. Ovviamente abbiamo già prenotato tre giorni fa.

corfu

corfu

Nella prima foto l’ingresso del porto e una vista dall’alto nella seconda foto.
Corpi morti, luce e acqua. Spesso ormeggio di prua. Prezzo in agosto 55 euro, 45 euro in maggio. La novità di quest’anno è che acqua e luce non sono più compresi ma da acquistare a parte con una scheda da 10 euro.
Altra possibilità di ormeggio in città, al club Naok, +30 2661030470, più o meno stesso prezzo, sconsigliato con venti da Sud. Anche qui corpi morti, luce ed acqua. Infine, il marina di Gouvia, a 8 km dalla città.

Kerkira ci accoglie come al solito: decadente e strapiena di turisti che si aggirano fra negozietti tutti uguali.

Oltre alle solite taverne discrete che tutti conoscono, La Pergola, Muragia, l’anno scorso abbiamo cenato a “Το Ταβερνάκι της Μαρίνας” (la taverna della marina). Gestita da una giovane e intraprendente fanciulla, presenta una cucina un po’ diversa dalla solita con prezzi leggermente più alti.
Per mezzogiorno sempre consigliabile “Ninos” con cucina a vista. Per chi si è fermato al marina, consiglio il “Bistro Boileau”, ottimo per la carne, giusto all’uscita secondaria del marina lato sud-ovest. Il proprietario, purtroppo deceduto prematuramente, aveva studiato in Italia. Ora il locale è gestito dalla moglie e dal figlio.

Per chi viene a Corfù per la prima volta vale la pena visitare il monastero di Paleokastrites e l’Achilleio, ricordo della dominazione asburgica. Molto caratteristico il monastero Panagia Vlachernon, nei pressi dell’aeroporto.

corfu

11-12 agosto, Erikoussa

Il giorno giusto per passare il Canale d’Otranto senza troppo mare, anche in considerazione che abbiamo la randa con alcune scuciture, è venerdì 13 agosto. Quindi ci fermiamo nella splendida rada di Erikoussa.

Erikoussa

Erikoussa

Avremmo voluto provare il nuovo marina ma era in overbooking.

Erikoussa

Ci sono circa 40 posti barca con corpo morto, tranne i primi all’ingresso, prezzo 28 euro, luce e acqua con scheda.
Erikoussa è una minuscola isola che si popola solo d’estate. Se si passa di qui a inizio o fine stagione si può ormeggiare quasi in spiaggia con una straordinaria trasparenza dell’acqua. Ovviamente in agosto ci sono le boe per l’area bagnanti e quindi si cala l’ancora un po’ lontano su un fondale di 5 metri. Quasi ovunque sabbia, buon tenitore. Nella prima notte abbiamo avuto raffiche fino a 40 nodi senza alcun problema. La seconda sera invece, magnifico scorfano alla brace

Erikoussa

nella trattoria Anemomylos in prossimità della spiaggia.

13 agosto, Leuca

Partenza all’alba in direzione di Leuca. Le previsioni meteo sono sono sostanzialmente corrette: un po’ di onda in più al centro del canale e un maestrale un po’ più forte in prossimità dell’Italia. La randa è inutilizzabile e usiamo il fiocco per stabilizzare la barca. Dopo 8 ore siamo nel marina che avevamo prenotato.

Leuca

(La foto, con il porto semivuoto, è di aprile 2019). Costo 81 euro, compreso luce ed acqua. Il porto è costruito bene riducendo l’uso del cemento con le passerelle appoggiate sugli scogli deturpandoli il meno possibile. Bellissima e lunga passeggiata sulle passerelle fino alla radice della diga foranea.

14 agosto, Marinagri, Policoro

Ci attendono 12 ore di noiosissimo attraversamento del golfo di Taranto da Leuca a Policoro. Destinazione il nuovo porto turistico di Marinagri

Marinagri

annesso al villaggio residenziale. Alle 18,00 siamo in vista del porto e, prima di mettere a riposo la barca, facciamo il pieno di gasolio per evitare la presenza di ossigeno nel serbatoio che favorirebbe la creazione di morchie batteriche.