ottobre 3, 2019

Ciclovia del Po: 1) dalla Lombardia al Delta in bici







</p> <h1>Argine sinistro del Po</h1> <p>
Fiume Po

Superata la chiusa sul Mincio passiamo anche il successivo ponte sull’idrovia Mantova-Adriatico (sotto, il canale a monte e a valle della chiusa)

Fiume Mincio

Fiume Mincio

e siamo di nuovo sul Po a Malcantone.

Malcantone

L’argine costeggia il fiume per circa 2 chilometri, poi si allontana e per ben 12 chilometri il Po non è più visibile. In prossimità di Libiola si può rimanere sull’argine, sterrato per circa un chilometro,

Libiola

oppure scendere e costeggiare l’argine su stradina asfaltata. Sotto, la chiesa di Libiola.

Libiola

Si rivede il fiume a Ostiglia

Ostiglia

Ostiglia

e poi scompare di nuovo fino a Melara (sotto, la chiesa).

Melara

Si prosegue a fianco del fiume

Bergantino

fino a Bergantino (sotto).

Bergantino

Qui il fiume fa un’ansa pazzesca tanto che il campanile di Bergantino sembra essere sull’altra sponda.

Bergantino

Poco dopo siamo in vista del ponte tra Castelnuovo Barano e Sermide.

Sermide

Sottopassiamo il ponte e arriviamo a Castelmassa.

Castelmassa

Fotografiamo anche il Po verso il delta

Castelmassa

e verso monte.

Castelmassa

Proseguiamo sempre sull’argine sinistro che è aperto al traffico veicolare, escluso sabato e domenica; comunque le auto sono pochissime. Il paese successivo è Ficarolo con un campanile aguzzo.

Ficarolo

Il Po è scarso di acqua e si sono formate molte isole sabbiose.

Ficarolo

Il ponte sul Po di Ficarolo può essere sottopassato sia stando sulla destra che sulla sinistra dell’argine. Dopo incontriamo l’abitato di Gaibà e quello di Stentia (sotto, la chiesa di Stentia).

Stienta

Sotto, il Po a Stentia.

Stienta

Sotto, la chiesa di Occhiobello.

Occhiobello

Lasciato Occhiobello vediamo una ciclabile a metà altezza dell’argine

Occhiobello/

ma non è panoramica ed è pure corta, per cui proseguiamo sull’argine aperto al traffico veicolare.

Occhiobello/

Adesso il fiume comincia a fare delle larghe anse con una bellissima campagna.

Canaro/

Canaro/

Sotto, il ponte di Polesella.

Polesella/

I paesini si susseguono sotto l’argine. Prima, Guarda Veneta,

Guarda Veneta

poi Crespino,

Crespino/

Crespino/

Villanuova Marchesana

Villanuova Marchesana

e infine Papozze.

Papozze/

Papozze/

Proseguiamo verso Bottrighe: l’argine è per ora una strada veicolare ma con scarso traffico. Da Bottrighe fino a Porto Viro diventa una provinciale stretta e trafficata: per le bici è meglio l’argine destro.
Poco prima di Porto Viro dal Po si stacca un altro ramo con un sistema di chiuse: nasce il Po di Levante.

Porto Viro

Po di Levante

Dopo le chiuse incontriamo il porto di Porto Viro

Porto Viro

e una piccola zona palustre.

Porto Viro

Sottopassiamo il ponte e continuiamo sulla ciclopedonale.

Porto Viro

In corrispondenza dall’abitato di Villaregia, ovviamente con campanile aguzzo,

Villaregia

il Po di Venezia si biforca nel Po di Tolle che va verso sud (sotto il ponte)

Po di Tolle

e il Po di Pila che continua verso est. Poco dopo, la ciclopedonale termina sulla strada veicolare che prendiamo verso destra.

Villaregia

La strada veicolare prosegue sull’argine prima un po’ arretrata

Po di Pila

e poi direttamente sul fiume.

Po di Pila

La strada è stretta ed è leggermente trafficata poiché è l’unica via per raggiungere Pila, che ci accoglie con una fila di casoni sul fiume.

Po di Pila

Continuiamo a pedalare sull’argine ancora per 1,2 km

Po di Pila

fino a quando piega a sinistra e noi ci fermiamo avendo raggiunto il punto più a est possibile.

Cliccare qui per la tappa successiva: Po di Pila, Po di Tolle e Sacca di Scardovari