ottobre 20, 2021

In bici lungo il Tirreno: dal Cilento a Maratea e Calabria







</p> <h1>in bici a Maratea</h1> <p>

Maratea

Nell’ottobre 2021 abbiamo cercato le strade più vicine al mar Tirreno tra Scario (Cilento) ed Amantea ( Calabria). Abbiamo usato come al solito una fat bike elettrica e percorso alcuni sterrati cercando di star lontano dal traffico veicolare. Per la traccia gpx cliccare su Scario-Amantea.
Per vedere i dettagli della traccia con google hearth cliccare su da Scario ad Amantea.

Dopo una foto alla spiaggia della Tragaria, con degli splendidi colori in una giornata di sole, ma meno bella oggi

Scario

torniamo verso il lungomare di Scario.

Scario

Scario

Il breve lungomare finisce con una chiesetta

Scario

e quindi torniamo sulla provinciale verso Policastro Bussentino. Appena possibile ci avviciniamo al mare con una stradina asfaltata

Policastro Bussentino

poi una breve tratto di sterrato sabbioso e risaliamo verso la statale 18 sull’argine destro del fiume Bussento. Superiamo il fiume sul ponte e riscendiamo a mare sull’argine sinistro del fiume fino alla foce.

Policastro Bussentino

Policastro Bussentino

Proseguiamo lungo il mare, in parte su asfalto e in parte su marciapiede, fino al porticciolo di Policastro Bussentino

Policastro Bussentino

con il paese a sinistra sulla collina.

Policastro Bussentino

Ritorniamo sulla statale e incontriamo Capitello, paese “lineare” lungo il mare.

Capitello

Entriamo anche brevemente nel paese.

Capitello

Riprendiamo la statale per lasciarla all’indicazione per Villammare evitando così anche una galleria. Percorriamo il lungomare di Villammare sul marciapiede

Villammare

fino alla torre che si vede in fondo

Villammare

e poi torniamo sulla strada, risaliamo brevemente fino al belvedere

Villammare

e riprendiamo la statale. La torre dell’osservatorio metereologico annuncia l’arrivo a Sapri.

Sapri

Poco dopo saliamo sul lungomare pedonale

Sapri

e, verso la fine, ammiriamo il lato B della spigolatrice.

Sapri

Percorso tutto il lungomare

Sapri

torniamo in strada e iniziamo la salita verso Acquafredda e la costa di Maratea. Uno sguardo sul porto di Sapri e sul golfo

Sapri

Sapri

e poi inizia la costa di Maratea.

Sapri

Al culmine della salita una galleria di 100 metri buia e stretta e poco dopo una piazzola di sosta da cui fotografare Acquafredda

Acquafredda

Acquafredda

Acquafredda

che si incontra poco dopo.

Acquafredda

Acquafredda

La strada nel paese è talmente stretta che c’è il semaforo per il senso unico alternato.

Acquafredda

Lo spazio tra montagne e mare è anch’esso stretto e la ferrovia è spesso in galleria.

Acquafredda

Dopo Acquafredda e superata anche Cersuta troviamo un’altra galleria di 250 metri questa volta larga e illuminata. Dopo la galleria un ultimo sguardo all’indietro verso il golfo di Sapri

Maratea

e siamo in vista di Maratea con il suo Cristo in cima alla montagna.

Maratea

Lasciamo la statale 18 per avvicinarci al mare e fotografiamo dall’alto il porto di Maratea.

Maratea

Dopo il porto una strada ci riporta sulla statale.

Maratea

La strada si mantiene in quota

Maratea

fino a Punta Caina e la sua torre.

Maratea

Maratea

Quando compare la spiaggia di Castrocucco

Maratea Castrocucco

si comincia a scendere verso il mare. Fotografiamo in basso una specie di porto

Maratea Castrocucco

e poi attraversiamo il ponte

Maratea Castrocucco

sul fiume Noce

Maratea Castrocucco

che divide la Basilicata dalla Calabria. Siamo a Tortora Marina e appena possibile raggiungiamo il mare. La passeggiata larghissima è vietata alle bici ma tutti la percorrono.

Tortora Marina

Superato un invisibile confine con Praia a Mare inizia una ciclabile.

Tortora Marina

La ciclabile, che poi diventa una passeggiata pedonale,

Praia a mare

va avanti per 4 chilometri fino all’isola Dino.

Praia a mare

Aggiriamo una punta con torre di avvistamento

Praia a mare

e torniamo su uno sterrato tra mare e ferrovia.

Praia a mare

Arriviamo in fondo alla spiaggia e si potrebbe proseguire con una ripidissima salita non panoramica. Preferiamo tornare indietro prendendo il primo sottopasso ferroviario portandoci così più
dolcemente sulla provinciale. Bellissimo il panorama dall’alto verso Praia al mare.

Praia a mare

Tentiamo di raggiungere San Nicola Arcella con la provinciale ma siamo bloccati da una frana per cui dobbiamo pedalare sulla statale 18 tirrenica. Usciamo dalla tirrenica dopo il ponte per fotografare la spiaggia di San Nicola Arcella.

San Nicola Arcella

Torniamo sulla statale nello stesso punto evitando una lunga e inutile discesa con risalita alla stessa quota. Superiamo il paese di San Nicola e siamo di nuovo a quota zero nella marina di Scalea. Il paese è privo di lungomare salvo un brevissimo tratto da cui fotografiamo il centro storico.

Scalea

All’uscita di Scalea imbocchiamo una ciclabile che ci porta quasi fino al ponte sul fiume Lao. Due chilometri circa dopo il ponte di può tornare sul mare a Marina di Santa Maria al Cedro.

Santa Maria al Cedro

Dopo un tratto di sterrato sabbioso incontriamo un bel lungomare.

Santa Maria al Cedro

Si torna sulla statale per superare un fiumicciattolo e poi, con un complicato giro, prendiamo una passeggiata di nuova costruzione.

Santa Maria al Cedro

Al termine un po’ di sterrato e nuovamente la statale fino a Cirella. Qui usciamo verso il mare e pedaliamo prima su una pedonale alle spalle dei lidi

Cirella

e poi su una strada secondaria fino a Diamante. Dal lungomare nord fotografiamo l’isola di Cirella

Diamante

e poi entriamo in paese.

Diamante

Sbuchiamo sul lungomare sud

Diamante

Diamante

e lo percorriamo fino alla fine.

Diamante

Dopo una breve strada secondaria alle spalle dei lidi,

Belvedere Marittimo

torniamo sulla provinciale e quindi sulla tirrenica che possiamo lasciare solo in prossimità di Belvedere marittimo. Pedaliamo prima su una stradina tra mare e ferrovia

Belvedere Marittimo

e poi sul lungomare del paese.

Belvedere Marittimo

Belvedere Marittimo

Alla fine del lungomare incontriamo il porticciolo che superiamo con uno sterrato tra mare e ferrovia.

Belvedere Marittimo

Sempre rimanendo tra mare e ferrovia arriviamo a Sangineto Lido.

Sangineto Lido

Breve tratto, non molto bello, tra mare e case e poi 500 metri sulla statale. Al primo sottopasso ferroviario torniamo al mare.

Sangineto Lido

Prima solita strada tra ferrovia e case

Cittadella del Capo

e poi uno sguardo al mare.

Cittadella del Capo

Finita la strada pedaliamo sullo sterrato pietroso delle barriere di protezione dal mare.

Cittadella del Capo

Cittadella del Capo

fino al ristorante che segna l’inizio dell’abitato di Cittadella del Capo.

Cittadella del Capo

Un breve lungomare

Cittadella del Capo

Cittadella del Capo

e poi si torna indietro per prendere il sottopasso che ci porta alla provinciale. Superata la torre del Telegrafo si apre una bella vallata.

Cetraro

Si scende un po’ e poi si risale dall’altra parte.

Cetraro

Affaciandoci da una piazzuola di sosta diamo un primo sguardo a Cetraro

Cetraro

che fotografiamo nuovamente dal punto in cui la provinciale confluisce nella statale 18.

Cetraro

Lasciamo la statale al cartello “ospedale” e, con una ripidissima discesa, raggiungiamo il lungomare.

Cetraro

Alla fine del lungomare, il porto,

Cetraro

una foto al centro storico,

Cetraro

e poi nuovamente lungomare.

Cetraro

Cetraro

Alla fine del lungomare rientriamo verso la ferrovia e troviamo una delle ormai solite stradine tra ferrovia lato mare e case. Queste stradine non offrono alcun panorama ma evitano di dover pedalare sulla statale con il traffico veicolare. Incontriamo il primo “mini guado”

Acquappesa

e poi torniamo sul mare con il lungomare di Acquappesa.

Acquappesa

Poi un po’ di stradina tra ferrovia e case e quindi il lungomare di Intavolata.

Acquappesa

Alla fine del lungomare una ripidissima salita ci porta in alto.

Acquappesa

Prima una foto verso nord (sopra), poi verso sud (sotto)

Guardia Piemontese

e cominciamo a scendere verso la marina di Guardia Piemontese

Guardia Piemontese

con il paese abbarbicato in alto.

Guardia Piemontese

Facciamo tutto il lungomare

Guardia Piemontese

e poi imbocchiamo uno sterrato pietroso tra mare e ferrovia.

Guardia Piemontese

Ogni tanto sotto la massicciata ferroviaria si aprono dei passaggi che fungono anche da scolo delle acque.

Guardia Piemontese

Per tornare sulla strada imbocchiamo il penultimo di questi passaggi. Sotto le foto lato mare

Guardia Piemontese

e lato strada.

Guardia Piemontese

Siamo sulla vecchia statale 18 e dopo circa 2 chilometri c’è prima la confluenza sulla nuova SS18 e subito un’uscita verso il mare. Pedaliamo su asfalto tra ferrovia e case e quando la strada svolta a sinistra sotto la ferrovia, noi proseguiamo diritti su uno sterrato sabbioso.

Fuscaldo

Dietro l’angolo troviamo un guado

Fuscaldo

che dopo una pioggia potrebbe diventare non attraversabile. Dall’altra parte solita stradina e poi il mare

Fuscaldo

e il lungomare di Fuscaldo.

Fuscaldo

Alla fine del lungomare giriamo a sinistra verso il paese e subito a destra su una strada con lavori di ripavimentazione in corso. Usciamo dal paese tra le case e riprendiamo la ss18 con una manovra teoricamente proibita (si dovrebbe girare a destra ma noi andiamo a sinistra). Due chilometri di Tirrenica e poi usciamo verso Paola e il mare.

Paola

Quasi subito inizia la ciclabile.

Paola

Poi una bella strada panoramica

Paola

Paola

Paola

ci conduce senza soluzione di continuità, a San Lucido.

San Lucido

Superato il porticciolo di San Lucido,

San Lucido

ancora un po’ di panorama

San Lucido

e poi dobbiamo rientrare sulla statale. Un chilometro di ss18 e si esce a Torredimezzo con una spiaggia di erba e sabbia.

Torremezzo

Nuovo breve rientro sulla statale e poi una lottizzazione sul mare con lungomare.

Torremezzo

Rientro sulla ss18 per un paio di chilometri e poi uscita a destra per una di quelle stradine tra ferrovia e case solo per evitare il traffico. Breve rientro sulla statale e quindi usciamo per Longobardi. Lunga stradina senza panorama, poi finalmente un breve affaccio sul mare

Longobardi

e, dopo il ponticello ciclopedonale,

Longobardi

un breve lungomare.

Longobardi

Si torna sulla statale per tre chilometri, poi breve uscita per Belmonte,

Belmonte

e quindi rientro sulla ss18 fino ad Amantea che si staglia sulla collina a sinistra.

Amantea

Al primo semaforo andiamo a destra verso il sottopasso ferroviario e quindi pedaliamo sul lungomare di Amantea.

Amantea

Amantea

Amantea

Alla fine del lungomare si gira a destra e poi ancora a destra e si vede in fondo il cartello di ciclabile.

Amantea

La ciclabile corre affianco della massicciata ferroviaria

Amantea

passando continuamente da destra a sinistra e, dopo 2 chilometri, sbuca sulla provinciale.

Amantea

Dopo qualche centinaio di metri con una bella vista sul mare

Amantea

la strada è sbarrata da lavori in corsi ma c’è uno stretto passaggio pedonale. Subito dopo prendiamo la stradina a sinistra del faraglione

Amantea

e ci affacciamo su un nuovo lungomare.

Amantea

Prendiamo lo sterrato che corre lungo il mare e lo percorriamo per circa un chilometro prima di rientrare brevemente sulla statale essendo lo sterrato bloccato da una proprietà privata. Appena possibile torniamo sul mare con una sorta di stradina che è anche canale di scolo delle acque e troviamo questa situazione: di fronte una bella spiaggetta,

Amantea

a destra un cancello chiuso e a sinistra un cancello apribile e percorribile

Amantea

che porta in una lottizzazione sul mare. Usciamo dall’altra parte

Amantea

e sotto il ponte ferroviario affrontiamo il guado.

Amantea

Ora siamo su una stradina tra ferrovia e case che percorriamo tutta fino alla salitina che ci porta sulla statale 18. Un ultima foto al mare

Amantea

e poi ben 12 chilometri sulla strada stretta e trafficata prima di poter prendere fiato su un breve tratto di ciclopedonale a Falerna.

Falerna

Falerna

Di nuovo 7 chilometri di fastidiosa statale e un breve rilassamento a Gizzera Lido.

Gizzera Lido