febbraio 10, 2019

dal lago Maggiore all’Adda via Milano







</p> <h1>dal Lago Maggiore all’Adda attraversando Milano</h1> <p>
Naviglio Martesana

Partiamo da Sesto Calende con il lungofiume di viale Italia

Sesto Calende

e proseguendo poi per una strada a traffico limitato con una bella vista sul fiume Ticino.

Sesto Calende

Il fiume è pieno di cigni e uccelli acquatici.

Sesto Calende

Si prosegue sull’alzaia con una breve deviazione sulla statale e in prossimità della Centrale idroelettrica di Porto della Torre bisogna percorrere circa 1500 metri sulla trafficata statale: è l’unico tratto fastidioso dell’intero percorso; subito dopo si pedala solo sulle alzaie dei canali e del Ticino. Entrati sullo sterrato siamo subito in vista della diga del Panperduto. Da qui la ciclopedonale è su asfalto.

Canale Villoresi

Lo sbarramento crea una derivazione del Ticino da cui si originano dopo circa 600 metri due canali artificiali: il Villoresi e il Canale Industriale. Sotto, lo sbarramento visto da sud con a destra l’alzaia ciclopedonale (sinistra per il nostro senso di marcia).

Canale Villoresi

Il successivo sbarramento della derivazione è il punto di inizio dei due canali artificiali (il Villoresi è quello a sinistra). La ciclabile prosegue sul lato destro del Canale industriale. Si può pedalare anche sullo sterrato al centro dei due canali.

Canale Villoresi

La pista prosegue per circa 5 chilometri sempre sull’alzaia destra del Canale industriale fino alla centrale idroelettrica dell’Enel che utilizza le acque del canale. Nella foto, il vascone a monte delle turbine.

Canale Villoresi

Qui la pista scende, passa sotto al vascone e prosegue sull’alzaia sinistra del canale che esce dalla centrale idroelettrica. Ancora 5 chilometri e incontriamo un’altra centrale idroelettrica a Tornavento (la foto è da sud e quindi la pista è a sinistra per il nostro senso di marcia).

Canale Villoresi

Fino a qui ci sono tre corsi d’acqua che corrono più o meno paralleli: il Canale industriale dove siamo noi, il Ticino alla nostra destra e il Villoresi alla nostra sinistra. Poco prima di Tornavento dal Ticino viene derivato un nuovo canale, il Naviglio Grande, mentre, poco dopo, il Villoresi si allontana definitivamente dagli altri corsi d’acqua. Il Naviglio Grande scorre fino a Nosate come un piccolo rio per diventare un canale navigabile poco prima di Turbigo dove confluisce una ulteriore derivazione del Ticino. A Nosate la pista abbandona il Canale Industriale passando su un ponte a destra e, con un tratto di sterrato, raggiunge l’alzaia sinistra del Naviglio Grande.

Naviglio Grande

Questo piccolo tratto da Nosate a Turbigo è veramente idilliaco.

Naviglio Grande

Naviglio Grande

A Turbigo incontriamo un incrocio nevralgico (nella foto sotto) del sistema idraulico: le acque del Canale industriale, dopo aver alimentato un’ulteriore centrale idroelettrica, finiscono nel Naviglio Grande da cui si diparte anche un “canale scaricatore” verso il Ticino. La pista passa affianco alla centrale.

Naviglio Grande

Siamo sempre sull’alzaia sinistra del Naviglio Grande mentre sulla destra abbiamo alcuni esempi di archeologia industriale.

Naviglio Grande

Naviglio Grande

Finita l’area industriale di Turbigo, passiamo sull’alzaia destra pedalando in mezzo alla campagna.

Naviglio Grande

A Cuggiono abbiamo una magnifica vista su Villa Clerici e il suo meraviglioso giardino.

Villa Clerici, Cuggiono

Villa Clerici, Cuggiono

Continuiamo a pedalare sull’alzaia destra tra campi coltivati, cascine (sotto, vicino a Castelletto)

Castelletto

e piccoli borghi (sotto, la fermata di Bernate delle barche).

Bernate

A Boffalora (sotto)

Boffalora

si ripassa sull’alzaia sinistra con un magnifico boschetto sull’altra riva

Boffalora

e poi un’altra magnifica villa.

Boffalora

Si pedala sull’alzaia sinistra fino ad Abbiategrasso dove si passa a destra. Ora abbiamo prima campagna coltivata, poi i paesi della cintura milanese con le loro aree industriali e infine entriamo a Milano.

Naviglio Grande

Passiamo davanti all’antica chiesa di San Cristoforo,

San Cristoforo, Milano

poi la zona della movida

Naviglio Grande

e l’antico lavatoio.

Lavatoio Naviglio Grande

Il Naviglio Grande termina nella darsena e ora dobbiamo raggiungere il Naviglio della Martesana nella parte Nord-Est della città. Siamo a Porta Ticinese e proseguiamo verso Piazza Duomo. Per evitare un po’ di traffico e, per quanto possibile, le strade lastricate in pietra, percorriamo strade secondarie. Giriamo a destra in Piazza Sant’Eustorgio (sotto, la basilica)

Sant'Eustorgio, Milano

ed entriamo nel Parco delle Basiliche. Attraversiamo via Molino delle Armi e usciamo dal parco in prossimità della Basilica di San Lorenzo (sotto).

San Lorenzo, Milano

(Qualche anno fa il parco ha cambiato nome in omaggio al provincialismo italiano: per noi rimane il Parco delle Basiliche). Ci dirigiamo verso il Duomo per stradine secondarie ma non possiamo evitare l’ultimo tratto di via Torino: ed eccoci in piazza Duomo.

il Duomo di Milano

(Il Duomo con davanti il giardino di palme donato da Starbucks). Nella piazza a sinistra del Duomo abbiamo la galleria Vittorio Emanuele.

Galleria Vittorio Emanuele, Milano

Uno sguardo a sinistra al palazzo dei Giureconsulti

Palazzo dei Giureconsulti, Milano

e, dopo 300 metri, siamo in piazza della Scala.

La Scala, Milano

Il nostro obbiettivo ora è la ciclabile che inizia in via San Marco e che ci porterà al Naviglio della Martesana. Le strade possibili sono diverse: noi facciamo 50 metri contromano nella stradina a sinistra della Scala, poi tratto di zona pedonale e con altre stradine sbuchiamo in via Broletto e poi nella zona pedonale di Brera da via Madonnina. Percorriamo la zona pedonale di Brera facendo slalom tra pedoni, venditori abusivi e tavoli di ristoranti e ne usciamo all’inizio di via San Marco (sotto, la ciclabile alle spalle del Corriere della sera).

pista ciclabile, Milano

Alla fine di via San Marco troviamo la chiusa di Leonardo da Vinci

La chiusa di Leonardo, Milano

e tramite un sottopasso imbocchiamo la ciclabile di via Melchiorre Gioia. Dopo 600 metri saliamo nei giardini di Porta Nuova con i nuovi grattacieli.

Porta Nuova, Milano

Sopra Unicredito e Bosco verticale, sotto i grattacieli di viale della Liberazione.

Porta Nuova, Milano

Usciamo dai giardini verso il palazzo della regione

Porta Nuova, Milano

e la sua piazza coperta.

Porta Nuova, Milano

Usciamo da piazza Lombardia, entriamo nei giardini al di là della strada e seguiamo la ciclabile fino al punto in cui le acque della Martesana vengono incanalate al di sotto della strada.

Naviglio Martesana, Milano

La ciclabile della Martesana corre sull’alzaia del naviglio ed è perfettamente segnata. Termina a Groppello d’Adda.

Naviglio Martesana, Milano

Sopra i ponti ferroviari e sotto uno scorcio dell’alzaia.

Naviglio Martesana, Milano

Sotto il Ponte Vecchio e l’attraversamento del fiume Lambro al confine tra Milano e Cologno Monzese.

Naviglio Martesana

Naviglio Martesana

da Milano al fiume Adda

Dopo il Lambro si fa il sottopasso della Tangenziale est e si prosegue lungo la Martesana.

Naviglio Martesana

Sopra e sotto: la Martesana a Vimodrone.

Naviglio Martesana

Sotto, tre foto della Martesana a Gorgonzola.

Naviglio Martesana

Naviglio Martesana

Naviglio Martesana

Sotto, una delle chiuse lungo il naviglio.

Naviglio Martesana

Sotto, la Martesana a Cassano d’Adda nel punto dove lasciamo il naviglio per raggiungere la Muzza.

Naviglio Martesana

Lasciata la Martesana, passiamo davanti al cimitero e svoltiamo subito a sinistra per scendere verso il canale Muzza. Passiamo davanti ai campi da tennis e siamo sulla bella passeggiata lungo la Muzza. Alla nostra destra l’imponente fortezza viscontea.

Naviglio Martesana

Seguiamo il sentiero e, dopo il ponte,

Naviglio Martesana

ammiriamo il bel palazzo Brambilla alla nostra destra.

Naviglio Martesana

Alla fine del sentiero siamo sulla strada asfaltata che risale per portarci al ponte che scavalca i corsi d’acqua.