luglio 15, 2020

Ciclovia Adriatico Ionio: 4) Cisternino-Matera







</p> <h1>Cisternino Matera</h1> <p>

Cisternino Matera

Scendiamo da Cisternino verso la Valle d’Itria con la strada che costeggia il vecchio cimitero.

Cisternino

Subito dopo il cimitero proseguiamo diritto percorrendo la vecchia Cisternino-Locorotondo che fiancheggia a sinistra la nuova provinciale. Pur non essendo una vera ciclabile è una stradina senza traffico

Cisternino

con una bella vista sulla collina boscosa.

Cisternino

Nell’ultimo tratto diventa sterrata

Cisternino

e incontra il canale dell’acquedotto.

Cisternino

Giriamo a U intorno al cancello e proseguiamo verso Locorotondo su asfalto sempre parallelamente alla provinciale. Sbuchiamo su una circonvallazione del paese e seguiamo l’indicazione Martina. Locorotondo è in alto sulla nostra destra.

Locorotondo

Alla quarta rotonda tiriamo diritto ritornando su una strada vicinale. Seguiamo la nostra traccia gpx che ci fare una U per superare la ferrovia. Dopo il sottopasso troviamo un gruppo di case sulla sinistra con un passaggio a livello in mezzo.

Locorotondo

Lo attraversiamo pensando di finire in un vicolo cieco ma, invece, dietro l’ultima casa c’è un tratturo

Locorotondo

con un bel panorama a sinistra.

Locorotondo

Sbuchiamo su una strada vicinale che prendiamo a destra per finire nei pressi della cantina sociale. Attraversiamo con strade secondarie la zona artigianale e dopo un paio di chilometri ritroviamo la campagna e i trulli.

Locorotondo

L’unico punto pericoloso del percorso è l’attraversamento della provinciale Locorotondo-Alberobello che si incontra al termine di una leggera discesa (sotto)

Locorotondo

Dopo questo incrocio si continua su strade di campagna con traffico quasi nullo nella splendida campagna.

Alberobello

Alberobello

Alberobello

Alberobello

Alberobello

Alberobello

Alberobello

Alberobello

Alberobello

Alberobello

Arriviamo alla periferia di Alberobello e ci dirigiamo verso la zona dei trulli che sfioriamo.

Alberobello

Alberobello

Usciamo da Alberobello con una parallela della provinciale per Noci: allunghiamo un po’ ma facciamo delle belle strade di campagna, asfaltate e senza auto o quasi.

Alberobello

Noci

Incontriamo una masseria tradizionale

Noci

e poi, in fondo alla discesa nella foto sotto,

Noci

sottopassiamo la ferrovia e percorriamo un breve tratto di provinciale: la lasciamo quasi subito prendendo la prima a destra.
Ancora strade di campagna tra trulli e masserie

Noci

e arriviamo alla periferia di Noci dove troviamo un pezzo di ciclabile.

Noci

La percorriamo tutta in segno di apprezzamento e ci inoltriamo nel centro storico. Sotto, la chiesa.

Noci

Sotto, la torre civica.

Noci

Arrivati alla torre civica prendiamo la strada a sinistra

Noci

e, dopo qualche curva,

Noci

ci avviamo verso l’uscita che si scorge nella foto sotto.

Noci

Usciamo da Noci con una ripida discesa e una periferia un po’ trascurata, ma subito ricomincia la bella campagna.

Noci

Stiamo facendo un lungo quarto di circonferenza per evitare la provinciale Noci-Gioia del Colle che attraversiamo con una rotonda portandoci su un tratturo asfaltato, quasi parallelo, sulla destra. Il tratturo ci offre di nuovo bella campagna, masserie e boschi.

Noci

Noci

Il tratturo ci fa incontrare il canale dell’acquedotto appena sbucato da una galleria e avevamo pensato di arrivare a Gioia del Colle pedalando sul canale. Purtroppo il canale è intransitabile per l’eccessiva presenza di rovi: un ciclista locale ci conferma che il transito è possibile solo quando effettuano la pulizia della vegetazione spontanea. Alla prima diramazione prendiamo a destra e continuiamo sul tratturo

Gioia del Colle

Lo percorriamo tutto tra boschi e masserie

Gioia del Colle

fino alla provinciale 106 non lontano da Gioia. Purtroppo è inevitabile pedalare sulla provinciale per 3,6 chilometri: fortunatamente la carreggiata è larga e la banchina transitabile. Abbandoniamo la provinciale appena possibile ed entriamo a Gioia con una strada vicinale. Ne attraversiamo il centro fotografando il castello

Gioia del Colle

e la piazza principale.

Gioia del Colle

Superato il ponte sulla ferrovia, usciamo da Gioia con una strada vicinale asfaltata senza traffico. Il paesaggio è fatto sempre da boschi e campi a foraggio per gli allevamenti di bestiame.

Gioia del Colle

In alcuni punti l’asfalto è precario e si interrompe con un breve tratto di sterrato.

Gioia del Colle

Cominciamo a sentire molti spari in lontananza e ne capiamo l’origine quando ritroviamo l’asfalto in corrispondenza del “Tiro a volo” di Gioia del Colle. Il tratturo, affiancato da un bosco,

Gioia del Colle

termina sulla provinciale 51 che prendiamo a sinistra. La strada è molto poco trafficata (pomeriggio di giugno) e offre un bel panorama di campi coltivati e boschi.

Gioia del Colle

La seguiamo per circa 5 chilometri fino a incontrare e prendere sulla destra una strada minore che costeggia un canale di bonifica. In questo modo allunghiamo il tragitto per Matera ma il traffico si riduce quasi a zero e possiamo goderci il paesaggio.

Murgia

Murgia

Murgia

Murgia

Il nostro bel tratturo finisce sulla provinciale 160 anche questa a basso traffico.

Murgia

Alla fine di questa strada sono inevitabili 200 metri sulla trafficata e pericolosa provinciale 41 che lasciamo immediatamente a sinistra per una strada secondaria. Qui, dopo pochi metri, abbiamo una bellissima vista della pianura antistante Matera.

Murgia

Murgia

Al primo incrocio prendiamo a destra, direzione Venusio, per evitare il traffico che arriva da sinistra e gira verso Matera (nessuno, o quasi va a Venusio). Dopo circa 2 chilometri incontriamo a sinistra un’altra secondaria che va verso Matera e la prendiamo. Nuova magnifica vista sulla piana.

Murgia

Murgia

Quando incontriamo un canale di bonifica giriamo a sinistra su una strada dove è presente una “striscia ciclabile”

Murgia

e proseguiamo verso Matera che comincia a intravedersi sullo sfondo.

Matera

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