Lastovo: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Lastovo: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Provenendo da
Mljet, la rotta per l’isola di
Lastovo passa inevitabilmente dal faro di Glavat, a 9 miglia di distanza. A ovest di Glavat, la rotta prosegue per altre 3 miglia attraverso le secche e gli isolotti di Vlasnik e Sestrice. Sono ottimi fondali per la traina e la pesca subacquea. Altre 3 miglia più a ovest e s’incontra il piccolo arcipelago di Donji Skolji: sei isolette disabitate e ricoperte da una folta macchia mediterranea. L’ormeggio più riparato e turchese è formato dal canale tra Stomorina e Cesvinica. Si può anche gettare l’ancora nella baietta settentrionale di
Saplun, protetta da una fitta pineta.
Poco meno di 2 miglia a ovest e si raggiunge il porticciolo di Lucica dove però non è possibile ormeggiare. Anticamente, questo centro di pescatori con 20 case in pietra era il porto magazzino di Lastovo villaggio. Una stradina risale verso il capoluogo dell’isola, nascosto in una conca ad anfiteatro. Il borgo, ben conservato dai suoi 400 abitanti, è famoso per i camini veneziani, per la piazzetta della Chiesa Maggiore Santi Cosma e Damiano,e per i suoi vigneti.
Lastovo, 800 abitanti raggruppati in quattro villaggi e 51 chilometri di strada panoramica, è l’isola ritrovata. Da un lato ripresa dai suoi emigranti, che ritornano dall’Australia, dall’altro riscoperta dal turismo. Occupata dagli italiani dal 1918 fino al 1943, diventò, come la vicina isoladi
Vis (Lissa), un’importante base navale fortificata di sottomarini, mas e depositi di mine antinave. Dal 1976 al 1989, la Marina militare iugoslava chiuse l’isola per ragioni strategiche. Con la fine della guerra serbo-croata, Lastovo ha riaperto al turismo, nel 1997-98, le sue 36 isole, 36 valli e 36 chiese.
A solo 1 miglio da Lucica, l’insenatura di
Zaklopatika (Porto Chiave) è un caratteristico e ben riparato ancoraggio. Il borgo si sviluppa intorno alla piccola rada dove le
barche a vela ormeggiano alla banchina di due ristoranti. La konoba
Triton offre una cucina di pesce molto italianizzata e di grandi sapori: carpaccio di pesce marinato, antipasti d’alici e fagioli, cozze gratinate al formaggio, scorfano al forno con verdure, trancio di dentice ai capperi e origano, il tutto accompagnato da vino bianco Posip di Korcula. Al suo moletto è possibile fare acqua, e vi sono prese di corrente.
Continuando la navigazione in
barca a vela lungo il versante settentrionale, si può gettare l’ancora per un bagno nel calanco turchese di Krucica. Poi, dopo 1 miglio, si entra nel mare interno di Malo jezero, formato dal canale con l’isoletta di Prezba. Il seno nord-orientale cela un tranquillo ancoraggio. Proseguendo lungo il canale, si raggiunge Pasador, il ponticello che chiude il passaggio tra Lastovo e Prezba.
Per raggiungere la baia di Velo jezero, il villaggio di
Ubli, costruito dagli italiani, e la marina di Velji Lago, occorre navigare altre 5 miglia e scapolare l’isolotto di Mrcara, che segna l’estrema punta occidentale dell’isola. Il villaggio di Ubli è utile solo per il rifornimento di carburante in banchina, per la dogana e per il supermarket poco distante.
Le barche a vela preferiscono ormeggiare di fronte, alla pensione Solitudo Ladesta, unico hotel dell’isola, alla banchina della marina Velji Lago. Un altro ancoraggio frequentato è la baia arsenale di Jeurjeva a Prezba, una botte di ferro circondata dalle pinete, dai tunnel e dai vecchi magazzini militari.
La costa meridionale di Lastovo nasconde i paesaggi marini più drammatici e spettacolari. Provenendo da Velo jezero, a 2 miglia di distanza, la punta di capo Veljega mostra ancora intatti i bunker fortificati delle batterie iugoslave. Un miglio più a est, si aprono ancora due insenature e poi Lastovo chiude in bellezza i suoi scenari marini con lo strapiombante faro di capo Struga. Il promontorio roccioso protegge la grande insenatura di
Skrivena Luka (Portoroz). All’interno delle sue acque tranquille si può ormeggia ai tre corpi morti della konoba Porto Rosso oppure restare ancorati in rada. Nessuna possibilità di noleggio di barche a vela in loco.
Mljet: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Mljet: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Mljet, una delle isole più verdi e meno abitate della Croazia, dista solo 25 miglia da Lastovo. Per secoli proprietà dell’ordine benedettino, Mljet conserva foreste, mare pescosissimo e lo splendido monastero di Santa Marija, nascosto sull’isoletta che spunta dalle acque di Veliko jezero, mare interno del
Parco nazionale.
Pochi abitanti per un’isola di 37 chilometri quadrati, circa 60 miglia nautiche di perimetro costiero, anche perché, così raccontano i locali, fino a circa un secolo fa era infestata da una grande quantità di serpenti velenosi che furono alfine debellati dalle manguste, importate appositamente dall’Australia; animali che si trovano ancora oggi numerosi sull’isola.
L’unica strada di 50 chilometri percorre la dorsale montuosa, attraversa foreste di pini marittimi e querceti, con panorami grandiosi. Unisce dodici villaggi tradizionali di pietra, costruiti in collina per non essere avvistati dai pirati e abitati complessivamente da 900 persone, che ogni anno aumentano con il ritorno degli emigrati dall’Australia. L’economia dell’isola, fino alla Seconda guerra mondiale, si basava sulla produzione di vino, fichi e olio ricavato da 160.000 alberi.
Si dice che l’isola fosse indipendente persino dalla Serenissima e, fino all’arrivo degli austriaci in epoca napoleonica, era riuscita a mantenersi libera anche dalla Repubblica di Dubrovnik. Un isolamento, comunque, che è sempre costato caro agli abitanti e all’esportazione dei prodotti agricoli per la difficoltà dei collegamenti marittimi. Con l’apertura, nel 1960, del Parco nazionale che occupa una vasta area nel versante nord-occidentale dell’isola, è arrivato il turismo, concentrato nelle zone protette, che ha fatto passare in seconda linea ogni altra attività locale.
Ai visitatori, Mljet appare come divisa in due parti: da un lato il parco, appunto, su cui si focalizza l’interesse principale del turista; dall’altro la zona orientale, più estesa e abitata, percepita solo come un disegno neutro sulla carta geografica. In realtà, quest’area di Mljet è sì la meno nota, ma è anche la più lontana dall’affollamento estivo e, per questa ragione, anche la più interessante.
Venendo da
Dubrovnik, il primo riparo che si incontra navigando lungo il versante settentrionale di Mljet è l’insenatura trasparente creata dalla isoletta di Skolj. A piedi si attraversa l’istmo di foreste e si raggiungono, sul versante meridionale, la baia di
Saplunara e le sue taverne, mentre a circa 3 chilometri il villaggio tradizionale di Korita è nascosto in un avvallamento collinare.
A 4 miglia da Skolj, il primo porto settentrionale di Mljet, la baia naturale di Okuklje (Porto Camara) è dominata dal villaggio di Maranovici. La gettata di cemento offre ormeggi per una decina di
barche a vela lungo le banchine del seno nord-orientale. Il resto della rada ha fondali troppo bassi.
Superato capo Maharac, a meno di 2 miglia da Okuklje, la baia naturale di Prozurska Luka conil suo villaggio di pescatori è la più caratteristica dell’isola, e sufficientemente protetta. Il ristorante pensione di Nicola e Marija Belin è costruito di fronte a uno splendido attracco, a ridosso dell’isoletta di
Planjak, con alcuni corpi morti in rada e circa quattro posti in banchina. La banchina nasconde le botole vivaio dove Nicola Belin conserva le aragoste. Piatti forti, oltre ai crostacei, sono risotto al nero di seppia, pesce cotto nel forno a legna con patate. Prozurska Luka è collegata al villaggio principale di Prozura da una ripida strada panoramica che si inoltra nell’interno e nei borghi agricoli tradizionali.
Veleggiando 3 miglia a ovest, il versante nord si apre nella grande baia di Sobra, porto principale di Mljet.
Nel seno orientale, la banchina dei traghetti è da evitare e il distributore di gasolio è l’unico punto di rifornimento per le
barche a vela sull’isola. Baia e piccolo villaggio non sono di grande interesse. La strada di Sobra risale per alcuni tornanti fino al centro principale di Babino Polje, dove si trova l’Ufficio del turismo. Il villaggio non è unitario, si sviluppa per 3 chilometri lungo la strada principale e conserva alcune belle case tradizionali con archi, costruite con la pietra locale.
La rotta verso l’estremità occidentale di Mljet prosegue per 7 miglia lungo una costa lineare, dominata da colline di macchia mediterranea e priva di veri ancoraggi. A Kozarica si apre una piccola insenatura con il suo porticciolo da pesca. L’ingresso è stretto e si riesce ad attraccare scomodamente solo sulla punta del molo, esposti al vento del canale. Subito dopo Kozarica la costa rientra nelle acque territoriali del Parco naturale di Mljet, dove è proibita la pesca.
Quattro miglia più a ovest, la bella rada naturale del porticciolo di
Polace offre gli ancoraggi più protetti dell’isola. Il calanco è incoronato da quattro isolette solitarie che formano diversi canali d’ingresso. Arrivando da est, il più utilizzato è quello che si crea con l’isola di Kobrava, lungo quasi 2 miglia.
Antico porto romano, Polace conserva qualche resto archeologico, anche se il monumento più interessante è la basilica, nascosta in un falso piano roccioso alle spalle del porticciolo, a circa dieci minuti di cammino. Il sentiero non è indicato, ma si possono chiedere informazioni al piccolo chiosco dell’ufficio del Parco nazionale, lo stesso che organizza escursioni al parco.
In questi ultimi anni, lungo la sponda meridionale della rada di Polace, sono spuntati diversi ristoranti e konobe, con tanto di banchina per l’ormeggio delle
barche a vela. La konoba storica di Polace, è la taverna Ogigija, che tra le sue specialità propone capretto al forno o alla brace, pesce grigliato e brodetto. Il molo ospita otto
barche a vela, il vivaio d’aragoste è proprio accanto ai tavoli.
Per chi ama ancoraggi più solitari, la baia di Polace offre il seno occidentale e settentrionale, immersi nel verde delle foreste di pini marittimi. Un altro attracco tranquillo è il ridosso meridionale della lingua di Lenga, nel canale che si crea con l’isolotto di Moracnik. Da Polace, la strada del Parco nazionale conduce in pochi minuti ai due laghi salati Velji e Malo jezero. I piccoli traghettil ocali effettuano escursioni nel grande lago (Velji), fino al famoso
monastero benedettino di Santa Marija, che era stato ristrutturato come albergo; oggi, nella parte seminterrata ospita il ristorante Melita.
Per chi ama le passeggiate, all’ingresso del
Parco nazionale sono disponibili le cartine dei sentieri panoramici che s’inerpicano sui crinali delle colline circostanti, fino ai punti d’osservazione più spettacolari (da 30 minuti fino a due ore di percorso).
Da Polace, la crociera in
barca a vela prosegue scapolando la punta nord-occidentale di Mljet, fino al porticciolo e alla marina di
Pomena, a circa 4 miglia di distanza: è una grande rada naturale protetta dall’isolotto di Pomestak. In questi ultimi anni è diventata un approdo molto noto, purtroppo frequentato dagli affollati day-charter che provengono da tutte le vicine isole e dalla costa. In banchina, di fronte all’hotel Odisej Atlas, si trovano tutti i servizi utili alle barche a vela, inclusa l’acqua, ma non il carburante. Sulla riva opposta vi sono alcuni ancoraggi serviti da corpi morti, di fronte a piccoli ristoranti, tutti provvisti di vivai per pesce e aragoste.
Gli ancoraggi di Pomena non sono sicuri in caso di maestrale e di forti venti da nord. Più tranquille le soste nella profonda baia di Lokva, a meno di 1 miglio a sudovest ma in presenza di venti da Nord, molto meglio ancorarsi a Polace; molto frequentato il versante meridionale dell’isolotto di Pomestak, di fronte a Pomena.
Il versante meridionale di Mljet è il più solitario e selvaggio. Si estende per circa 21 miglia, lungo scarpate e piccole calette rocciose dominate dalla macchia mediterranea e dalle foreste d’abeti. I fondali sono molto pescosi, ma esposti alla risacca e ai venti dominanti, e non esistono ridossi sicuri. Nelle giornate di calma, navigare in queste acque è una continua scoperta naturalistica. La prima parte, fino a capo Tojsti, appartiene alle acque protette del parco. L’ingresso al Velji jezero dal canale di Soline è proibito.
A 8 miglia da Pomena c’è la piccola insenatura di Ropa. Due miglia più a est, si schiude l’insenatura turchese di Sutmiholjska, dove si tirano in secca le poche barche da pesca locali e dove sono sorte ville private. Una piacevole strada costiera risale fino a BabinoPolje, in collina. Lungo le scarpate calcaree sottostanti si annida la grotta marina di Odisejeva.
La costa prosegue con insenature rocciose fino alla baia di Saplunara, l’ultima baia di questa navigazione lungo le coste di Mljet. La sua rada, ben protetta dai venti del primo e secondo quadrante,si apre sull’unica vera spiaggia di tutta l’isola. A terra, alcune taverne aperte da poco. Ultima curiosità di Mljet è la baia circolare con la spiaggia bianca di Blace. Si raggiunge solo col dinghy o seguendo a terra i sentieri da Saplunara. La bocca d’ingresso è preclusa alle
barche a vela per le secche rocciose. Nessuna possibilità di noleggio di barche a vela in loco.
Hvar: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Hvar: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
È l'isola del sole, ricca di vigne, oliveti e pinete aromatiche, conosciuta anche per le sue colline coperte di lavanda e per lo splendido ambiente naturale. Gli inverni miti e le estati calde la rendono meta ideale di un turismo che si protrae tutto l'anno.
Hvar è la città principale, circondata da mura e fortezze medievali, è considerata uno dei gioielli della costa dalmata sia per i numerosi monumenti che testimoniano l'illustre passato, sia per il suo mare e le sue spiagge.
Starigrad nella parte settentrionale dell'isola, è situata all'estremità di un profondo fiordo protetto da tutte le parti da alberi di varie specie. Numerosi edifici nobiliari testimoniano che il luogo fu apprezzato anche nei secoli scorsi.
Jelsa è un luogo incantevole poco frequentato, punteggiato di numerose calette raggiungibili a piedi.
Di fronte a Hvar si trova la deliziosa isoletta di
Scedro, solo saltuariamente abitata, con colline coperte da una fitta macchia mediterranea e da foreste di pini; solo in parte, sulla costa nord più bassa e dolce, è coltivata a vigneti. Il nome della baia più accogliente,
Manastir, deriva dalla presenza delle rovine di un monastero domenicano costruito nel XVI secolo, ed abbandonato nel 1700. Le rovine sono vicino all’estremità della baia, dove si trova anche un piccolo pontile presso il quale le profondità sono di cerca 1 metro. Ci si può ancorare in 4-8 m d’acqua su fondo di sabbia e alghe buon tenitore, al riparo da tutti i venti tranne quelli da nord. L’ancoraggio è veramente suggestivo, meno riparato ma anche meno frequentato di quello di
Lovisce, immediatamente a Ovest. Le rade sono strette e tre barche sono già tante per stare alla ruota.
Nessuna possibilità di noleggio di barche a vela in loco.
Korcula: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Korcula: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
E’ una delle mete più affascinanti dell’Adriatico, posta a sud ovest della penisola di
Peljesac, da cui dista solo un miglio, è un isola verde e dalle antiche tradizioni artigiane di tagliapietre e costruttori navali, ma soprattutto è famosa per la sua capitale Korcula.
La navigazione attorno a quest’isola richiede attenzione a est tra la capitale e
Lumbarda (canale di Peljesac e quello di Jezevica) e a sud tra Brna e Velo Dance; isolotti e scogli sono molti, comunque segnalati sulle carte.
Tappa obbligata è la città di
Korcula, città natale di Marco Polo. Korcula è dotata di un marina ACI (135 posti) spesso completo nei mesi di luglio e agosto, per tentare una prenotazione è bene telefonare (tel. 020 711661) o mettersi in comunicazione con il Vhf sul canale 17.
A sud est di Korcula e a solo mezzo miglio dalla città, c’è
Uvala Luka, un ridosso sicuro da tutti i venti e in cui è ormeggiare tranquillamente. In alternativa Uvala Banja, a meno di un miglio a ovest di Korcula; nella strada in corrispondenza con l’ansa a ovest, passa un bus per la città e c’è anche l’unico negozio della zona. La baia è molto verde con qualche casa sparsa e garantisce un buon ridosso dai venti: se è prevista bora la parte più riparata è quella a est.
Molto suggestivo è l’ancoraggio a sud dell’isola di Badija di fronte a un ex convento di fine 1300 ora centro sportivo. Vi si accede facilmente da nord passando nel canale tra l’isola di Korcula e l’isolotto di Badija, l’ingresso a sud è invece più problematico, data la presenza di scogli e secche.
Lumbarda è un paese grazioso i cui dintorni molto belli. Da poco è stato realizzato un marina, ma se si preferisce è comunque possibile stare alla ruota protetti dalla diga foranea. L’insenatura è ben ridossata e nel caso di forti venti da nord è consigliato ripararsi a sud del molo (attenzione alla parte a ovest che è inaccessibile alle imbarcazioni a causa di un bassofondo roccioso segnalato comunque da una meda).
Immediatamente a est, separata da un piccolo promontorio, c’è l’insenatura di Uvala Tatinja: ha una bella spiaggia a sud e a est è protetta da un piccolo molo a sud del quale c’è una banchina accostabile con molta attenzione e solo in testa e a imbarcazioni di limitato pescaggio (2 metri). Doppiato il capo Raznjic inizia la costa sud dell’isola, e a una distanza di circa 3,5 miglia da Lumbarda c’è la bella baia di Przina. Il ridosso non è perfetto (è aperta a sud e ciò non consente di sostarvi in presenza di yugo), ma la limpidezza delle sue acque ne fanno il luogo ideale per un bellissimo bagno. In fondo alla baia c’è una spiaggia di ciotoli e un sentiero che porta fino a Lumbarda, il posto è praticamente deserto e privo di risorse.
A ovest dell’isola e in fondo a una profonda insenatura c’è
Vele Luka, trafficata cittadina certamente meno attraente di Korcula, ma molto utile per far provviste, acqua e gasolio (c’è anche un cantiere in cui è possibile effettuare riparazioni). Il ridosso offerto dalla banchina principale (dotata di corpi morti) è buono eccetto che con venti intensi da ovest, nel qual caso è bene addentrarsi fino al ramo profondo dell’insenatura rivolto a nord e lì dar fondo.
Uvala Poplat si trova 3 miglia a sud di Vela Luka immerso in una cornice di case sparse e terrazzamenti per lo più abbandonati. E’ un discreto ridosso eccetto che con venti da ovest.
Uvala Sveti Ivan, invece, si trova un paio di miglia a nord ovest di Vela Luka dietro l’isolotto omonimo e a quello di Gubesa. Il posto è molto piacevole e offre un buon ridosso eccetto che con venti da ovest.
Sulla costa meridionale c’è un piccolo arcipelago molto suggestivo, e consigliato per delle soste nelle pittoresche spiagge, con un villaggio, Karbuni, il cui nome deriva dall’attività tradizionale degli abitanti: la lavorazione del carbone di legna e di catrame. L’ancoraggio migliore si trova nella baia sulla costa nord est della lunga isola di Zvirinovik che protegge il paese.
Nessuna possibilità di noleggio di barche a vela in loco.
Dubrovnik: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Dubrovnik: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
La sua posizione unica, su una penisola ai piedi di una catena di monti calcarei circondata da vegetazione subtropicale, oltre alla storia di città marinara rivale di Venezia, fanno di Dubrovnik una città suggestiva sotto molti aspetti.
Dal 1919 si chiama
Dubrovnik, che significa "foresta di querce".
Importanti fortificazioni circondano ancora oggi il centro cittadino: oltre alle mura spesse 6 metri e alte 25, ci sono nove bastioni e varie fortificazioni aggiuntive. Due Porte - Pile e Ploce - consentono l'ingresso alla città.
Anche Dubrovnik possiede la sua Piazza della Loggia, con al centro la colonna di Rolando, eseguita nel 1418 dal milanese Bonino. Il Palazzo Sponza (XVI sec.), riccamente decorato, ospitava la dogana, luogo importante per una città dalla forte vocazione commerciale. Nel cortile interno si suona oggi musica da camera, mentre d'estate ha luogo la cerimonia d'apertura del Festival delle Libertas. Accanto al palazzo si trova la splendida torre dell'orologio con la loggia del campanile.
Dal monte Srdj (419 m) si gode di uno splendido panorama sulla città vecchia e sul mare Adriatico.
è possibile il noleggio di barche a vela in loco.
Vis: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Vis: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Ha avuto in sorte quella che si definisce una posizione strategica, ciò che in un mare litigioso e conteso qual è stato fino dagli albori della civiltà l’Adriatico, non sempre ha costituito una fortuna. Prima città dell’Adriatico orientale ad essere colonizzata dai greci
Lissa (questo il nome italiano) conobbe periodi di grande splendore in varie fasi della sua storia, godendo di una potenza e di un prestigio superiore a quelli che le sue dimensioni giustificavano; ebbe anche il meno ambito privilegio di assistere allo svolgersi nelle sue acque di innumerevoli atti di guerra. Oggi l’isola, forse proprio grazie ai suoi trascorsi militari che l’hanno conservata dall’assalto del turismo di massa, ha un aspetto tranquillo e sereno. Il porto attrezzato per il diporto è di fronte al grazioso mercato del pesce e agli edifici della posta e Capitaneria, ben visibile da chi entra nell’ampio golfo naturale a sinistra dell’ ormeggio dei traghetti e praticamente in fondo al golfo. Gran parte della banchina attrezzata con colonnine per il collegamento idrico ed elettrico e l’ormeggio, a pagamento, è su corpo morto.
Il rifornimento di carburante può essere fatto al piccolo pontile nella parte Nord-Ovest del porto; le possibilità di approvvigionamento e la scelta di ristoranti sono ampie. Chi vuole stare alla ruota può scegliere la piccola rada dietro il promontorio di Prirovo a Nord-Ovest, più o meno dov’è il distributore, ma può essere infastidito dalle manovre dei traghetti oppure se non entra risacca di fronte all’antico villaggio di
Kut a Sud-Est, che poi è la parte dove è più facile riconoscere le tracce veneziane. Qui esistono un paio di ristoranti e bar di grande fascino ma bisogna fare attenzione ai numerosi corpi morti delle piccole barche che affollano la banchina e rendono praticamente impossibile l’accosto se non con i tender con il quale può valer la pena di arrivare anche se si è ormeggiati al molo descritto prima. Nella parte orientale della costa Sud-Est dell’isola si trovano numerosi e bellissimi ancoraggi che si prestano alla sosta con tempo tranquillo oltre a un paio di fiordi stretti dove si possono trovare (ed eventualmente usare) le tracce degli ormeggi delle motovedette che erano tenute pronte a entrare in azione.
Komiza, che è il porto principale dell’isola di Vis in realtà ; non offre molto al diportista. Mentre può valere la pena percorrere le poche miglia per arrivare a
Bisevo, isola nota per la grotta azzurra in prossimità dello scoglio di Tocac ma poco ospitale per quanto riguarda gli ancoraggi per i fondali profondi.
Nessuna possibilità di noleggio di barche a vela in loco.
Brac: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Brac: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Con i suoi 172 chilometri di spiagge e la sua ricca offerta turistica Brac è una delle isole più grandi della Dalmazia. Bol vanta il titolo di principale stazione turistica dell’isola: posto al centro della costa meridionale, è un antico borgo di pescatori e viticoltori , oggi nota per lo più per la sua grande offerta di spiagge di ghiaia e di sabbia ottimamente attrezzate. Ma è quella di Zlatni Ràt a vantare il titolo di più bella dell’intero Mar Adriatico: questo lingua di ghiaia finissima è lunga mezzo chilometro e circondata da un mare cristallino, paradiso per gli amanti dello snorkelling grazie all’ottima visibilità. La spiaggia è famosa per la peculiarità di cambiare aspetto a seconda dell’azione del vento e del mare, tanto da risultare in alcuni girono protesa a sinistra, altri a destra. Numerosi e particolarmente attraenti anche i siti di immersione colmi di gorgonie, coralli neri, polpi, aragoste, murene e cavallucci marini.
Nessuna possibilità di noleggio di barche a vela in loco.
Arcipelago di Sibenik: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Sibenik: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
A sud-est delle isole Incoronate, quelle deserte e lunari, ma prima dell’inizio delle isole meridionali, quelle grandi e verdi, l’arcipelago di fronte a Sibenik e la sua costa sono una zona ricca di fascino, storia e natura. Il tratto di mare è una bella palestra per i naviganti, tra scogli, secche, bassifondi e isolotti ce n’è per tutti, e la costa sulla terraferma è frastagliata e puntellata ritmicamente di piccoli centri, veri gioielli veneziani e medievali che nulla hanno da invidiare alle più note città.
Le coste frastagliate sono ricche di ripari e calette, gli ancoraggi sono innumerevoli e a turno possono offrire ridossi da tutti i venti. Ecco allora che se la bora è forte ci si può nascondere in Stupica Vela o Stupica Mala, due calette affiancate sull’isola di Zirje, da sempre avamposto militare dalle spiagge e calette belle e selvagge, oppure tra Kakan e gli isolotti di Borovnjak in un angolo protetto da tutti i venti con un’acqua color smeraldo (invece di ancorare si possono usare le boette), anche sull’isola di Tijat a Tijascica l’ancoraggio immerso nella pineta oltre che bello è sicuro dalla bora. Se invece soffia lo jugo (il vento da sud-est) pochi sono gli ancoraggi foranei, uno possibile è Mikavica sulla costa nord di Zirje, ma più sicuro in questa zona è cercare rifugio nel porticciolo di Kaprje con la sua rada o quello di Zlarin.
Nell’arcipelago un appuntamento da non mancare è una sosta al villaggio di Kaprje: si può attraccare al molo (senza servizi) oppure dare fondo nella rada davanti. A Kaprje il tramonto è il momento migliore per fare due passi lungo le rive con le sue “micro darsene”, in cui sono “parcheggiate” le barche dei pescatori. Il paese poi si arrampica fino a scollinare e regalare un panorama superbo sull’arcipelago. Le prima avvisaglie di “pericolo di cementificazione”, però, si iniziano a scorgere, i cantieri sono parecchi anche se a carattere “familiare” e tendono a sostituire piuttosto che recuperare i vecchi rustici.
Qui greci e romani prima e veneziani poi si sono dati da fare per scegliere spot unici, su piccole penisole o isole vicinissime alla costa, unite successivamente alla terraferma da ponti, per stabilirci i villaggi che oggi si ripropongono con tutto il loro fascino grazie anche alla chiara e lucida pietra tipica di tutta la Dalmazia. Pietra che, complice il sole, regala calde sfumature di colore che accompagnano lo scorrere del tempo nell’arco della giornata.
E allora non si possono perdere lungo la costa i centri di Tribunj, piccolissimo borgo del XVI secolo fondato su un’isoletta, ora collegata alla terraferma da un ponte, da rifugiati che fuggivano ai turchi; Vodice (a 2 miglia di navigazione), centro turistico piuttosto affollato e vivace, ma che dell’antico borgo medievale conserva ancora la torre e la chiesa quattrocentesca di Santa Croce. Sei miglia e mezzo dopo si ormeggia a Sibenik, la più antica città fondata dai croati intorno al 1000 e ora importante centro turistico ed economico. Irrinunciabile una visita al suo vecchio borgo costruito ad anfiteatro sulle pendici delle colline e che si affaccia sul golfo, porto naturale della città. Imponenti sono le mura e le fortezze medievali di Sant’Anna, San Giovanni e Subicevac, nonché il panorama che da qui si gode. Nella piazza centrale domina la cattedrale di San Giacomo del 400 (monumento dell’Unesco) con di fronte la rinascimentale loggia Grande. Sibenik si affaccia sull’estuario del fiume Krka ed è collegata al mare da uno stretto passaggio il Kanal Sveti Ante presidiato dall’inconfondibile fortezza triangolare di San Nicola. Il fiume è navigabile e può essere risalito fino a Skradin per poi entrare nel parco naturale del Krka con le sue cascate.
Primosten, a 10 miglia da Sibenik, è una perla medievale e veneziana costruita su una penisola, il suo nucleo storico è un insieme di vicoli e viuzze che portano alla chiesa il cui campanile è inconfondibile per chi viene dal mare. A scelta si può ormeggiare in città o nel marina di Kremik, situato in un bel fiordo naturale circondato dalla macchia mediterranea e da piccole e nodose viti coltivate tra quei muretti a secco che caratterizzano tutta la costa dalmata, viti che danno il rinomato Babic, vino tipico della zona. Tutto questo navigando in un braccio di mare di 15 miglia. E se si vuole esagerare, a 20 miglia da Primosten c’è Trogir, città dichiarata patrimonio mondiale dall’Unesco, conosciuta anche come “piccola Venezia” per via della forte impronta che lì la Repubblica Serenissima ha lasciato. Trogir è su un isolotto ovale collegato con due ponti, uno porta alla terra ferma e l’altro all’isola di Ciovo. Fondata dai greci rimase in mano veneziana dal 1420 al 1797, il centro storico è ancora parzialmente circondato dalle mura e nella piazza centrale la cattedrale di San Lorenzo e la loggia pubblica con la torre dell’orologio fanno da cornice ai numerosi tavolini dei caffè.
Ma il segreto di tutta quest’area è che tra una città e l’altra la costa è rotta da insenature, spiagge e calette con angoli di acqua cristallina circondati da macchia mediterranea, olivi e viti. Sono tutti angoli da scoprire con curiosità, solo a titolo di esempio provate a entrare nell’insenatura di Stari Trogir e dare àncora a est dell’isolotto di Merara, vi colpiranno i colori e la limpidezza dell’acqua.
è possibile il noleggio di barche a vela in loco.