Isole Vergini: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Isole Vergini: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Non meravigliatevi di scoprire che tutta la storia di queste 60 isole vulcaniche immerse nelle acque verdissime dei Caraibi ha per protagonisti i marinai, le vele, le barche. Dagli indiani Ciboney che per primi solcarono questi mari sulle loro piroghe primitive, alle caravelle di Colombo che nel 1493 ribattezzò queste terre in onore delle 11.000 vergini che si immolarono con Sant'Orsola, fino ai pirati di Barbanera e di Francis Drake, i cui arrembaggi contro i galeoni spagnoli carichi d'oro diedero a questi luoghi un'eterna fama leggendaria.
Qui si va in barca da più di 5.000 anni e oggi le BVI, l'acronimo inglese con cui spesso vengono chiamate, fondano la principale attività economica sul noleggio di barche da diporto, grazie a una magica combinazione di elementi naturali e di intelligenti interventi dell'uomo. Gli alisei costanti e regolari che spingono dolcemente le vele per 365 giorni l'anno, la temperatura diurna che varia dai 22° ai 27° in ogni stagione e il clima secco assicurato dai venti tropicali rendono la navigazione un'esperienza estremamente piacevole e rilassante. Il colore cristallino di un'acqua marina sempre calda, le spiagge bianchissime e spesso deserte anche nei periodi di punta, una vegetazione lussureggiante e incontaminata esaltano il significato più autentico di una vacanza immersa nella natura paradisiaca dei Caraibi.
L'ampia possibilità di noleggio di imbarcazioni con o senza equipaggio perfettamente attrezzate, i numerosi punti d'ancoraggio ben protetti, la qualità dei servizi offerti nei porti spiegano appieno la fama delle BVI come capitale mondiale dei charter.
Ma, in fondo, è soprattutto lo spettacolo magnifico di centinaia di barche a noleggio che solcano il mare in ogni direzione che rapisce il cuore e rende la vacanza alle BVI la perfetta realizzazione di un sogno a vele spiegate.
St Martin: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
St Martin: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Saint-Martin è un'isola situata a circa 150 miglia di distanza da Puerto Rico, nella sezione nord-orientale dei Caraibi. Con una superficie di 88 km², Saint-Martin è l'isola più piccola del mondo ad essere divisa fra due stati diversi: la sezione meridionale, nota come Sint Maarten fa infatti parte delle Antille Olandesi; mentre quella settentrionale comprende la Collettività di Saint-Martin ed è una collettività d'oltremare dipendente della Francia, che fino al 21 febbraio 2007 era compresa nel territorio della Guadalupa.
I due territori sono conosciuti come "St.-Martin/St. Maarten", "St. Martins", o semplicemente "SXM" (SXM è un simbolo IATA) che identifica il Princess Juliana International Airport, l'aeroporto dell'isola.
Da quando la condizione della parte francese è cambiata in collettività d'oltremare nel 2007, anche lo status di territorio olandese si adeguerà cambiando lo status in Paese all'interno del Regno dei Paesi Bassi nel 2008. La metà francese di Saint-Martin si è vista assegnare il codice ISO 3166-1 MF (2 lettere), MAF (3 lettere) e 663 (numerico). Prima era codificata come GP (Guadalupa). La parte olandese invece riceverà il proprio codice di territorio in un prossimo futuro e per ora è ancora codificata come NA (Antille Olandesi). Nessuna possibilità di noleggio barche in quest'isola.
Guadalupa: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Guadalupa: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Guadalupa è l'isola più grande delle Piccole Antille, formata da due isole separate da uno stretto canale. L'isola occidentale, Basse-Terre (850 km2), è la più montuosa e ha una particolare forma ovale leggermente allungata. Si tratta dell'isola più selvaggia, piuttosto umida e nebbiosa, eccezion fatta per la costa sud-occidentale. Questo è il regno incontrastato della foresta tropicale, una volta impenetrabile, e delle vaste piantagioni di banani. Basse-Terre è un ammasso vulcanico dominato dal monte Soufrière (1476 m), la cui vetta corrisponde alla massima elevazione del dipartimento. Lungo le pendici del monte, nella foresta, compaiono una miriade di cascate. L'isola orientale, Grande-Terre (585 km2), è pianeggiante, formata da plateau calcarei carsici. Quest'isola, a differenza di Basse-Terre, presenta assenza di rilievi (se si escludono i Grands-Fonds), mancanza quasi totale di corsi d'acqua (solo qualche palude nella zona occidentale) e ovunque coltivazioni di canna da zucchero dove una volta si trovava la savana. Lungo la costa meridionale si susseguono le spiagge di sabbia fino al promontorio roccioso di Pont des Châteaux.
Il clima tropicale, mitigato alle altitudini maggiori, è determinato dall'aliseo. La temperatura oscilla tra i 18°C e i 33°C, con una media annua di 25°C. Comunque non fa mai troppo caldo perché i venti rinfrescano costantemente l'aria. La stagione secca, più soleggiata, va da dicembre a maggio. I cicloni di fine estate provocano spesso gravi danni a causa della loro violenza. I mesi più piovosi sono settembre, ottobre e novembre, ma i temporali tropicali sono abbastanza brevi: il cielo si riempie all'improvviso di nuvole nere, si alza il vento e la pioggia comincia a scrosciare, ma tutto dura pochi minuti. Le precipitazioni annue sono di circa 2000 mm nell'isola di Grande-Terre e di 3000 mm nell'isola di Basse-Terre.
La vegetazione antillana è molto varia e spettacolare: grazie al clima le piante rimangono verdi durante tutto il corso dell'anno e la fioritura è praticamente continua, soprattutto nella vulcanica Basse-Terre. Oltre all'albero del pane, alle acacie e ai cactus, sono presenti numerose altre specie che producono mango, papaya, guayava, cacao, tamarindo, ecc. Tra i fiori più diffusi vi sono le orchidee, le buganvillee e gli ibischi, che potrebbero essere considerati il simbolo dell'isola. Sulle montagne di Basse-Terre si trovano bambù gigante, mogano, felce, orchidea selvaggia e un incredibile groviglio di liane. Su Grande-Terre vi sono diverse paludi e la costa è orlata di mangrovie.
Ricchissima è la fauna marina, con pesci e crostacei dai colori straordinari, oltre ovviamente ai coralli. La fauna terrestre è rappresentata da moltissimi tipi di lucertole, da procioni, manguste, aguti e diverse specie di uccelli. Possibile il noleggio di barche presso il marina.
Grenada: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Grenada: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Grenada fu scoperta da Cristoforo Colombo nel corso del suo terzo viaggio, nel 1498.
Il primo insediamento sull’isola di Grenada fu effettuato, nel corso del primo secolo avanti Cristo, a opera della tribù Arawak, proveniente dalla zona settentrionale del Sud America.
Gli Arawaks furono scacciati dalla più bellicosa tribù dei Caribi proveniente dall’odierno Brasile.
Gli inglesi e i francesi tentarono più volte di impossessarsi dell’ isola, ma vennero respinti dagli agguerriti Caribi, che nella foresta trovavano un ambiente a loro più congeniale. Solo verso la metà del XVII secolo i francesi riuscirono ad averne il sopravvento, circondando i pochi superstiti all’estremo nord dell’isola. Questi, pur di non arrendersi, preferirono suicidarsi, gettandosi da una rupe che porta ancora oggi il nome di
Morne de Sauteurs.
Molti resti del periodo pre-colombiano possono ancora essere visitati sull’ ;isola: petroglifici, vasellame, amuleti.
Sconfitti i Caribi, inglesi e francesi si disputarono con alterne fortune il possesso dell’isola, fino al 1783, anno in cui gli inglesi prevalsero. Nel 1974
Grenada, insieme a
Carriacou e
Petit Martinique, fu dichiarata stato indipendente e associato del Commonwealth.
Nel 1983 Grenada fu invasa dai marines americani che destituirono il governo filo-castrista in carica, a favore di un governo filo-americano.
Grenada è un’isola coperta da una lussureggiante vegetazione e offre ottime possibilità di ancoraggio, pertanto non si può fare a meno di fermarsi per qualche giorno, in modo da poter assaporare appieno le varie opportunità che offre.
Ci accoglie la bella Mount Hartman Bay, dove ci si può di fronte al marina di Secret Harbour per una nuotata rinfrescante nelle verdi acque della baia.
L’ingresso è attorniato da scogli affioranti, ma ben segnalati da boe verdi e rosse (attenzione che nelle Americhe il rosso va lasciato a destra entrando).
Altra baia molto bella è
Prickly Bay contornata, nel lato settentrionale, da una spiaggia con palme su cui si affaccia il lussuoso Calabash Hotel e ospita un piccolo marina (Spice Island Marina) con travel-lift e tutti i principali servizi. La baia offre un buon ridosso ai venti dominanti, solo con vento da Sud-Est si rolla un po’. A est di Mount Hartman Bay si aprono altre tre baie molto protette e isolate.
Clarke’s Court Bay è un’ampia rada che offre diverse possibilità di ancoraggio al suo interno, a seconda che si preferiscano le spiagge, i coralli o sponde verdi di mangrovie.
Port Egmont è un riparatissimo porto naturale attorniato da verdi e alte colline, che lo rendono uno dei migliori ridossi dei Caraibi in caso di uragani.
Calivigny Harbour è un altro protetto porto naturale attorniato da verdi declivi su cui occhieggiano lussuose ville attorniate da splendidi giardini.
St. George è la capitale dell’isola: ci si può ormeggiare al nuovo marina posto sul lato nord della ben protetta laguna adiacente alla cittadina oppure al vecchio marina di St. George, più ridossato, ma decisamente un po’ fatiscente, nonostante l’altisonante nome: Grenada Yacht Services. Da anni parlano di una sua ristrutturazione, ma finora nulla è stato fatto.
St. George è una cittadina in cui è ancora ben presente lo stile architettonico del periodo coloniale britannico; è viva e colorata, con le sue caratteristiche strette strade che si arrampicano sulla collina sovrastante; sul lungomare si alternano negozi di souvenirs a caratteristici locali, dove ci si può rinfrescare bevendo dissetanti succhi a base di frutta tropicale, in particolare i velisti italiani si ritrovano al Carenage Café di Alberto, un velista che qui ha trovato un “porto” al cui fascino non ha potuto sfuggire. Nessuna possibilità di noleggio di barche.
Los Roques: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Los Roques: vacanze in barca a vela, noleggio barche a vela
Situato a 80 miglia al largo di La Guaira, il mare di Caracas, l’arcipelago di
Los Roques, lungo 20 miglia e largo 15, nulla ha a che fare con la più turistica e conosciuta
Isla Margherita. Qui l’aria che si respira è ancora selvaggia, il territorio, il mare e gli animali sono protetti dalle rigide leggi che regolano questo parco nazionale, tutto viene deciso in nome della salvaguardia del suo fragile ecosistema a cominciare dal controllo della densità umana.
Le 45 isole e 200 cayos racchiudono una grande laguna corallina a tratti inesplorata, regno di pesci, mangrovie e pellicani. Quest’area centrale è più che protetta e la si può visitare in parte e solo previa autorizzazione, a vela o a remi. Le isole, distanti tra loro solo poche miglia, non lasciano il tempo al mare aperto di prevalere, subito arriva un nuovo bassofondo sabbioso o un reef corallino a regalare un’altra sfumatura di colore e a preannunciare l’arrivo dell’ennesima spiaggia e della relativa distesa di mangrovie, sotto a cui c’è un intero piccolo mondo. Bastano pinne e maschera per scoprirlo.
A est, 20 miglia di barriera corallina, chiamata Bajo de la Cabecera, proteggono l’arcipelago dall’oceano e gli alisei assicurano un vento costante rendendo il tutto un paradiso per i velisti e gli amanti del mare. Il clima è bello tutto l’anno, l’unico mese da evitare è novembre, un po’ piovoso, per il resto, in estate il vento cala leggermente e il caldo si fa sentire di più, mentre d’inverno gli alisei soffiano più forti; nell’arco dei 365 giorni la temperatura media è di quasi 28 gradi.
Non è possibile il noleggio di barche sul posto.